Il vice-commissario, la ditta e i buchi sugli affreschi di Palazzo Carli Benedetti
- di Redazione -
Gli affreschi settecenteschi di Palazzo Carli Benedetti sono stati letteralmente bucati da alcuni tiranti per la messa in sicurezza dello stabile. E’ stata aperta un’inchiesta per far luce sulle responsabilità e si è alzata la polemica sui commissariamenti straordinari…
16 giugno 2010
Il terremoto che ha scosso la terra abruzzese nell’aprile 2009, ha causato gravi danneggiamenti al patrimonio artistico della Regione. Molte opere sono state irreparabilmente compromesse e quelle che sono scampate alla distruzione necessitano ora di interventi per scongiurarne la perdita. Potrà apparire bizzarro e illogico, ma è accaduto che operazioni volte a tutelare queste ricchezze si siano invece tramutate in azioni letali per le stesse.
E’ il caso di alcuni antichi affreschi dipinti sulle mura di Palazzo Carli Benedetti, pregevole architettura aquilana di età rinascimentale, probabilmente da attribuire a Silvestro dell’Aquila, autore della cupola di San Bernardino. Dopo molteplici interventi di restauro susseguitesi nel corso degli anni, con il recente sisma la struttura quattrocentesca ha subito danni che ne hanno messo a repentaglio la stabilità. Gli attuali proprietari del palazzo, l’Arch. Carla Bartolomucci e il signor Giancarlo Pallotta, hanno allora segnalato le condizioni dello stabile al Comune e alla Protezione Civile, investita dei poteri di commissariamento straordinario. Il vicecommissario delegato per i Beni culturali, l’ingegnere Luciano Marchetti, pare abbia così proceduto ad indicare per i lavori l’impresa privata Ennio Soccodato, sebbene sia giunta tempestiva la smentita. Il Comune abruzzese, che purtroppo in questo periodo si trova spesso a dover affrontare situazioni del genere, ha perciò approvato il progetto, affidando l’appalto dei lavori, che hanno così avuto inizio lo scorso maggio.
A pagare le spese di questa scelta sono stati purtroppo i preziosi affreschi settecenteschi, risalenti secondo molti al post terremoto del 1703, quando Ludovico Quatrari, abate di Collemaggio, facendosi promotore del restauro, ne commissionò l’esecuzione. I tiranti necessari per i lavori di messa in sicurezza sono stati infatti inseriti nelle mura dell’edificio senza alcuna precauzione per i dipinti, che sono stati bensì inesorabilmente attraversati dai tondini di ferro. Oltre alla più elementare assenza di buon senso, ad aggravare la situazione è la mancanza di chiarezza riguardo l’attribuzione di responsabilità, tanto che attualmente è in corso un’inchiesta della Procura della Repubblica, volta a far luce al riguardo.
La normativa relativa (Lg. n. 81/2008) prevede una responsabilità per danni in capo al Direttore Lavori, che firma il progetto esecutivo, in solido con il Direttore Tecnico dell’impresa che ha vinto la gara di appalto. Questa procedura di gara è tuttavia passibile di modifica se entra in gioco la figura del Commissario straordinario, il quale può operare tramite procedure accelerate, e in deroga alla normativa vigente. E’ infatti in suo potere, tra le altre cose, assegnare senza bando di gara d’appalto, ma a propria discrezione, i lavori pubblici. Il vicecommissario Luciano Marchetti ha tuttavia a sua volta denunciato la ditta da lui nominata per Palazzo Carli Benedetti, sostenendo che non ha rispettato il protocollo del progetto.
La vicenda ha comunque avuto ampia risonanza, non tanto per la preoccupazione destata dal danneggiamento degli affreschi, quanto per la controversia pendente sulle competenze tra enti locali e commissari straordinari, nominati dal Governo per il periodo di emergenza. La fine di tale periodo è stata sancita con ordinanza n.3833 del 22 dicembre 2009 e ribadita nel decreto-legge 30 dicembre 2009, per cui si è previsto l’assunzione delle funzioni di Commissario delegato da parte del Presidente della Regione Abruzzo a decorrere dal 1° febbraio 2010. Nella stessa data il Sindaco di L’Aquila è nominato vice commissario, con l’avvio della fase post-emergenziale.
Il 24 aprile scorso è stata persino presentata un’interpellanza nella quale si chiede come mai, a seguito della scadenza il 31 gennaio 2010, del mandato di commissariamento della Protezione Civile e il passaggio di consegne al Presidente della Regione Abbruzzo come Commissario e al Sindaco di L’Aquila come vice commissario, sussista la presenza del vice commissario delegato per i beni culturali, l’ingegner Marchetti e non ci sia un contemporaneo passaggio di consegne alle strutture esistenti del MiBAC.
In attesa di risposte a questo quesito e riguardo le responsabilità dei danni, urge un intervento ulteriore che salvi il salvabile degli affreschi di Palazzo Carli Benedetti e di tutto il restante patrimonio culturale e artistico della provincia, su cui è necessario scommettere affinché L’Aquila riparta.
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