Milano. Riadattamento per grandi e piccini de “Il Barbiere di Siviglia” di Gioacchino Rossini. Il 15 giugno
- di Redazione -
13 giugno 2010
Sandra Bertuzzi mette in scena l’opera musicata da Gioacchino Rossini.
Un riadattamento per grandi e piccini!
programma di sala a cura di Beatrice Boerci
Cantanti:
Kim Se Min (Figaro)
Marco Simonelli (Don Basilio)
Yoon Sung-Hwe (Rosina)
Elena Rapita (Berta)
Attori:
Alessandro Brachetti
Tommaso Fortunato (Figaro)
Umberto Fiorelli (Don Basilio)
Valentina Grasso (Rosina)
Filippo Pagotto (Don Bartolo)
Marco Soccol (Notaio)
Costumi e scene
Federico Zuntini
al pianoforte Hiroko Takafuji
Regia
Sandra Bertuzzi
Produzione Fantateatro
Un divertente adattamento dell’opera buffa di Rossini, con cantanti lirici e attori: il Conte di Almaviva, Rosina, Don Bartolo e ovviamente Figaro, il “factotum della città”. Una storia di amori, serenate, escamotage sulla travolgente musica di Rossini.
MUSICHE DELL’ OPERA
Dall’Atto Primo
-Cavatina Largo al factotum (Figaro)
-Canzone Se il mio nome saper voi bramate (Conte)
-Cavatina Una voce poco fa (Rosina)
-Aria La calunnia è un venticello (Basilio)
Dall’Atto Secondo
-Aria Il vecchiotto cerca moglie (Berta)
-Terzetto Ah! qual colpo inaspettato (Rosina, Conte, Figaro)
-Finaletto II Di sì felice innesto (Rosina, Berta, Conte, Figaro, Bartolo, Basilio, Coro)
LE AVVENTURE DI FIGARO
La scena si apre con il conte di Almaviva, che aspetta di vedere affacciarsi alla finestra la bella Rosina di cui è innamorato e che abita nella casa del suo anziano tutore, don Bartolo, a sua volta segretamente intenzionato a sposarla.
Mentre travestito aspetta la tanto attesa visione arriva Figaro che è il tutto fare in casa di Don Bartolo. Il conte chiede a Figaro, barbiere nonché “factotum della città”, di aiutarlo a conquistare il cuore della ragazza, alla quale si è presentato sotto il falso nome di Lindoro.
Figaro consiglia al conte di cambiare personalità e fingersi un giovane soldato, cui Rosina si dimostra presto interessata grazie anche ad una bella serenata cantata sotto le finestre della casa del dottore; il barbiere procura inoltre a Lindoro un foglio che ne attesta la temporanea residenza in casa di don Bartolo e tenta di allacciare i rapporti con Rosina, che intanto è in casa, anch’essa ormai perdutamente innamorata del conte, di cui però non conosce la vera identità.
Don Basilio, il maestro di musica della ragazza, sa della presenza del conte di Almaviva in Siviglia e suggerisce a don Bartolo di calunniarlo per sminuirne la figura, giunge in casa sorpren¬dendo Figaro e Rosina.
La ragazza aveva già scritto un biglietto per Lindoro, ma Don Bartolo si accorge che manca un foglio dal taccuino e striglia Rosina.
Secondo i piani, il conte di Almaviva irrompe nella casa di don Bartolo fingendosi un soldato ubriaco.
Don Bartolo comincia a sospettare riguardo alla vera identità del giovane soldato.
Giunge il sedicente maestro di musica don Alonso (in realtà sempre il conte, celato in un nuovo tra¬vestimento), che afferma di essere stato inviato da don Basilio, rimasto a casa febbricitante, a sostituirlo nella lezione di canto per Rosina.
Per guadagnare la fiducia del tutore, il finto don Alonso gli mostra il biglietto che Rosina gli aveva mandato.
Nel frattempo giunge Figaro con il compito di radere la barba al padrone di casa.
Nonostante Figaro faccia il possibile per coprire la conversazione dei due giovani, don Bartolo capta le loro parole e caccia tutti. Con lui resta solo Berta, la serva, a commiserare il vecchio padrone. Don Bartolo fa credere a Rosina, mostrandole il biglietto consegnatogli da don Alonso, che Lindoro e Figaro si vogliano prendere gioco di lei, e quest’ulti¬ma amareggiata acconsente alle nozze con il suo tutore, che prontamente fa chiamare il notaio.
In quel momento arriva anche don Basilio, mentre con una scala Figaro e il Conte entrano in casa dalla finestra e raggiungono Rosina.
Finalmente il conte rivela la propria identità, per chiarire la situazione e convincere la fanciulla della sincerità del suo amore.
Don Bartolo ha però fatto togliere la scala e i tre complici si trovano senza via di fuga. In quel momento soprag¬giunge il notaio chiamato a stendere il contratto delle nozze tra don Bartolo e Rosina.
Approfittando dell’assenza tempo¬ranea del tutore, il conte convince lui e don Basilio (dietro congrua ricompensa) a inserire nel contratto il nome suo in luogo di quello di don Bartolo.
Giunto troppo tardi, a quest’ultimo resta la magra consolazione di aver risparmiato la dote per Rosina, che il conte di Almaviva rifiuta.
Gli amanti coronano dunque il loro sogno.
GIOACCHINO ROSSINI
Gioacchino Rossini, o Giovacchino Antonio Rossini (Pesaro, 29 febbraio 1792 – Parigi, 13 novembre 1868), è stato un compositore italiano.
È ricordato soprattutto come uno tra i più grandi operisti della storia, autore di testi famosissimi tra cui La gazza ladra, Il barbiere di Siviglia, il Guillaume Tell.
La prima parte della sua vita fu come uno dei suoi celeberrimi, travolgenti crescendo (compose la prima opera all’età di quattordici anni); poi – come per iniziare una seconda esistenza – vennero il precoce ed improvviso abbandono del teatro, la depressione e il ritiro nella pace della campagna parigina di Passy, con molte pagine di musica ancora da scrivere.
Nato tre mesi dopo la morte di Wolfgang Amadeus Mozart, il Cigno di Pesaro – come fu definito – impresse al melodramma uno stile destinato a far epoca e del quale chiunque, dopo di lui, avrebbe dovuto tener conto; musicò decine di opere liriche senza limite di genere, dalle farse alle commedie, dalle tragedie alle opere serie e semiserie.
La sua famiglia era di semplici origini: il padre Giuseppe – detto Vivazza (morto il 20 aprile 1839) – fervente sostenitore della Rivoluzione francese, era originario di Lugo (Ravenna) e suonava per professione nella banda cittadina e nelle orchestre locali che appoggiavano le truppe francesi d’occupazione; la madre, Anna Guidarini, era nata ad Urbino ed era una cantante di discreta bravura. In ragione delle idee politiche del padre, la famiglia Rossini fu costretta a frequenti trasferimenti da una città all’altra dell’Emilia-Romagna.
Così il giovane Rossini trascorre gli anni della giovinezza o presso la nonna o in viaggio fra Ravenna, Ferrara e Bologna dove il padre era riparato nel tentativo di sfuggire alla cattura dopo il restauro del governo pontificio.
È il 1800 e Rossini ha otto anni; a quattordici (1806), si iscrive al Liceo musicale bolognese, studia intensamente composizione appassionandosi alle pagine di Haydn e di Mozart (è in questo periodo che si guadagna l’appellativo di tedeschino), mostrando grande ammirazione per le opere di Cimarosa e scrive la sua prima opera (Demetrio e Polibio, che sarà rappresentata però soltanto nel 1812).
Conosce Isabella Colbran, cantante lirica, maggiore di età, che sposerà a Castenaso il 16 marzo 1822 e da cui si separerà intorno al 1830.
I CONTENUTI DELLA SERATA
L’obiettivo principale è quello di rendere accessibile l’opera lirica ai bambini. L’alternarsi del recitato, che è una modalità espressiva che già conoscono, al canto lirico che invece è a loro sconosciuto, permette di avvicinarli con gra¬dualità e con intelligenza a un mondo musicale che è loro lontano.
LA TECNICA UTILIZZATA
Lo spettacolo basa la sua tecnica sul teatro d’attore e sul canto lirico, in un gioco teatrale in cui cantanti e attori vestiti e truccati nello stesso modo e che sono simili anche per caratteristiche fisiche, si sostituiscono uno con l’altro. Così c’è una Rosina cantante e una Rosina attrice, un Basilio cantante e un Basilio attore…
Il segreto viene svelato solo ai saluti finali quando gli attori che prendono gli applausi, si sdoppiano per mostrare i loro sosia cantante.
INGRESSO LIBERO CON PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA A PARTIRE DAL GIORNO PRECEDENTE LO SPETTACOLO
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