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Internet: via libera dalla Commissione europea al Rapporto Gallo: norme repressive contro la violazione del copyright

- di Redazione  -

3 giugno 2010

La Commissione giuridica del Parlamento europeo, con 13 voti contro 8, ha dato il via libera ieri al Rapporto Gallo, che prevede l’adozione di norme repressive in tema di violazione del copyright su Internet. Il testo è stato presentato dalla parlamentare francese dell’Ump di Sarkozy, Marielle Gallo, e ha raccolto il sostegno del Ppe e dei conservatori, contrari i socialdemocratici, i Verdi e il Partito pirata svedese, astenuti alcuni rappresentanti del gruppo liberale Alde.
Il Rapporto decreta il cartellino rosso per il file sharing e appoggia le misure in corso di adozione a livello internazionale con il nuovo trattato Acta (Anti-Counterfeiting Trade Agreement) sulla proprietà intellettuale e il copyright e individua nella repressione della pirateria, anche senza di scopo di lucro, come uno degli obiettivi essenziali per la crescita economica del mercato interno europeo.
Così vengono invocate misure penali e l’istituzione di una sorta di polizia privata del copyright che, tramite accordi tra i service provider di Internet (Isp) e le major, i grandi conglomerati multinazionali dei media, controlli e punisca gli utilizzatori  del Web che si rendano protagonisti di atti contro il diritto d’autore. Il tutto senza alcuna supervisione da parte della magistratura nè il diritto a un equo processo e a partire dall’introduzione della disconnessione forzata, ovvero la cosiddetta opzione three strikes, con l’esclusione automatica dalla Rete, dopo tre avvertimenti, per gli utenti sospettati di aver violato il copyright.
Il voto in Commissione, ammette l’eurodeputato del Partito pirata, Christian Engstrom, “è una sconfitta, ma l’ultima parola non è detta, perchè il testo dovrà essere votato dall’aula di Strasburgo in assemblea plenaria. Ci sarà un lavoro duro da fare, ma ribaltare la situazione non è impossibile, soprattutto se riusciremo a convincere il gruppo liberale a prendere una posizione che tenga conto dei diritti dei cittadini, prevaricati in nome degli interessi delle grandi major della cultura”.
Fonte: Giornale dello Spettacolo

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