33 musei in 72 ore: turisti di corsa con la Firenze Card

- di Redazione  -

Basta file interminabili, basta innumerevoli e antiquati biglietti cartacei! Cari turisti, ora è tutto a portata di Card! Svelti però, perché sarà una corsa contro il tempo…

1 giugno 2010

Ogni città d’arte ha la sua e quelle che non ne sono ancora provviste si stanno attrezzando: la Card passpartout è ormai irrinunciabile per i turisti più accorti. Un’unica e semplice carta consente infatti la visita a più musei e siti di interesse culturale, liberando dalla preoccupazione degli interminabili  serpentoni di  file chilometriche e offrendo pacchetti vantaggiosi validi per un periodo di tempo stabilito.
Dopo la Campania Arte Card, il Roma Pass, la Venice Card, la Bologna Card, è arrivata anche la Firenze Card da record: 72 ore per 33 musei!
La prima cosa che viene in mente è l’immagine di gruppi di turisti ansimanti in corsa per la città toscana, nel tentativo di riuscire a visitare tutti i musei indicati, nei soli tre giorni che hanno a disposizione per sfruttare il pacchetto. La quota d’iscrizione alla maratona turistica si aggirerà probabilmente intorno ai 50 euro.
Questo ‘trionfo dell’accoglienza’, come lo ha definito il sindaco Matteo Renzi in occasione della presentazione della Firenze Card, ha suscitato chiaramente qualche  perplessità. Certamente la carta offre un’ampia gamma di possibilità al visitatore, che però dovrà inevitabilmente operare una cernita dei siti da visitare nel lasso di tempo a sua disposizione. Il limite temporale delle 72 ore è stato calibrato in considerazione del fatto che la permanenza media di un turista a Firenze è di tre o quattro giorni, senza che venisse tuttavia proporzionato alla quantità di luoghi di interesse che la città medicea offre. Il risparmio decantato diventa poi effettivo qualora gli acquirenti della carta riescano effettivamente a visitare almeno due musei al giorno, calcolando un valore medio di dieci euro a biglietto per visita. In caso contrario, è invece opinabile anche l’aspetto convenienza.
Alla luce di queste considerazioni se ne deduce che si va sempre più nella direzione di un’offerta turistica del tipo “Il giro del Mondo in 80 giorni”: vedere tanto in un tempo minimo. E il decantato slow tourism all’italiana? La qualità trova spazio in questo sistema dai minuti contati?
L’idea di offrire un’unica soluzione al turista in visita nelle nostre città d’arte non è sbagliata ma, come ha giustamente notato la Prof.ssa Fulvia Donati, docente di museologia archeologica alla facoltà di lettere dell’Università di Pisa, è sbagliato il metodo di queste iniziative. Sarebbe auspicabile, secondo la Donati, che venisse maggiormente curato l’aspetto relativo al circuito inserito in questi pacchetti: è inutile offrire la visita a siti spazialmente distanti fra loro, ma sarebbe più logico dare al turista la possibilità di accedere con un medesimo ‘pass’ a più luoghi di interesse concentrati nella medesima area. O magari optare per un itinerario che segua un determinato aspetto culturale, come è stato ad esempio fatto per la mostra di Caravaggio a Roma, in occasione della quale è stata messa in commercio la Caravaggio Card, tramite la quale, gli estimatori del grande artista ricevono riduzioni e agevolazioni per ammirare, oltre alla mostra allestita alle Scuderie del Quirinale, anche i luoghi legati al pittore nella città di Roma. Seguendo questo indirizzo di vicinanza territoriale o quello che guarda ad uno specifico tema culturale, il progetto della card avrà sicuramente una maggior diffusione tra i turisti ed un più ampio successo di vendite.
Senza contare poi l’importanza che questi dispositivi, se sviluppati in modo intelligente, possono ricoprire negli studi di settore. In Inghilterra la nascita e la rapida diffusione delle smart card è stata accompagnata dall’installazione di una rete di lettori magnetici in ogni luogo di richiamo turistico. Grazie  a questo sistema è possibile raccogliere molte informazioni utili sull’utente del servizio, e il monitoraggio dei dati rilevati consente di quantificare il flusso turistico, la propensione alla fruizione di determinati servizi da parte dei diversi visitatori stranieri o la tipologia delle attrazioni predilette dai diversi target di utenti. Ecco dunque che il sistema delle card turistiche diventa non solo un servizio offerto, ma anche uno strumento innovativo per studiare il settore e svilupparlo al meglio.  
Come sempre è necessario però che queste iniziative vengano pianificate per migliorare l’offerta e non per sminuirla con limiti orari da cardiopalma.

Riferimenti:
http://www.patrimoniosos.it/rsol.php?op=getarticle&id=71087
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cultura/2010/05/21/visualizza_new.html_1794985738.html

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