Roma. In mostra le opere di Philip Guston. Dal 26 maggio al 5 settembre

- di Redazione  -

26 maggio 2010

Dal 26 maggio al 5 settembre 2010, al Museo Carlo Bilotti Aranciera di Villa Borghese, saranno esposte, per la prima volta insieme, 42 opere della serie Roma, dipinte da Philip Guston tra il 1970 e il 1971. La mostra è curata da Peter Benson Miller. Le opere provengono dai più prestigiosi musei internazionali, quali MoMA, Guggenheim, Staatliche Graphische Sammlung, Yale University Art Gallery e da importanti collezioni private di New York, Londra e Amsterdam. Dal 12 febbraio al 15 maggio 2011 l’esposizione si trasferirà alla Phillips Collection di Washington D.C.
La mostra Philip Guston, Roma, promossa dal Comune di Roma, Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione – Sovraintendenza ai Beni Culturali, in collaborazione con The American Academy in Rome, gode del patrocinio dell’Ambasciata degli Stati Uniti d’America ed è stata resa possibile grazie al generoso sostegno di Terra Foundation for American Art e al contributo di Barclays Italia.
La scelta della sede espositiva non è casuale. Offrirà infatti al visitatore la possibilità di ammirare le opere in un luogo di particolare suggestione, all’interno di uno spazio che ospita, tra l’altro, tele di Giorgio de Chirico, uno degli artisti che più influenzarono Guston. È lui stesso a dichiararlo nell’opera dal titolo Pantheon in cui cita i suoi grandi maestri, tutti italiani: Masaccio, Piero della Francesca, Giotto, Giovanni Battista Tiepolo e, appunto, de Chirico.
Tra i più celebri esponenti della Scuola di New York, Guston fu, con Pollock, Rothko e De Kooning, uno dei padri dell’Espressionismo Astratto. Nell’ottobre del 1970, le critiche seguite alla mostra presso la Marlborough Gallery, che segnò il suo ritorno alla tradizione figurativa, lo indussero a lasciare gli Stati Uniti. Scelse l’Italia e si trasferì a Roma, ospite dell’American Academy di cui era stato borsista nel 1948-1949. In Italia era tornato anche nel 1960, quando partecipò alla Biennale di Venezia.
In questo periodo travagliato della sua vita artistica, Guston dipinge la serie Roma. Dalle vestigia dell’antichità ai giardini all’italiana, dagli affreschi di Piero della Francesca ai film di Fellini, Guston sviluppa un repertorio originale, rivisitandolo con note satiriche di forte valenza simbolica. Intreccia paesaggi tipicamente mediterranei con gli incubi della Marlborough Gallery, le figure incappucciate dallo sguardo fisso e assente, allegoria dei momenti di violenza più bui dell’America degli anni Sessanta.
La mostra racconta dunque una transizione sofferta, ma feconda, affrancata sia dall’ironia disinvolta della Pop Art che dall’austerità iconoclastica del Minimalismo. Una cifra evolutiva che si rivelerà fondamentale per i successivi sviluppi dell’arte moderna.

Il simposio “Philip Guston: The Late Work”
Si terrà presso l’American Academy in Rome nei giorni 24 e 25 maggio 2010 e sarà occasione per approfondire il complesso rapporto tra l’artista e l’Italia. Previsti interventi di artisti, critici ed esperti di fama internazionale, tra cui Dore Ashton, David Anfam, Achille Bonito Oliva e Christoph Schreier. Il simposio getterà lo sguardo su molti aspetti della vita culturale italiana, muovendo anche dal diario inedito che la poetessa Musa McKim, moglie di Guston, tenne durante il periodo trascorso a Roma. Un concerto di musica del compositore Americano Morton Feldman rievocherà il programma eseguito al Teatro Olimpico nel 1970 al quale l’artista assistette in compagnia della moglie e dello stesso compositore. Il concerto, che rientra nel Progetto Calliope, sarà opera del Parco della Musica Contemporanea Ensemble.

Consulta il sito

Informazioni:
Museo Carlo Bilotti
Viale Fiorello La Guardia, Roma
Tel: 060608
museo.bilotti@comune.roma.it

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