Officina creativa Laboratorio 21
- di Roberta Pisa -
Laboratorio 21 di Viareggio è una piattaforma d’incontro e di scambio per sostenere l’arte contemporanea e diffondere cultura creativa nel territorio. I fondatori e curatoti di questo spazio ci parlano del loro progetto…
25 maggio 2010
Intervista a Carlo Galli, Gaia Querci e Lorenzo Mazza, fondatori di Laboratorio 21
Laboratorio 21 è uno spazio culturale della Versilia che nasce dal collettivo Carlo Galli, Gaia Querci e Lorenzo Mazza nel 2008. Come ha origine questa collaborazione? Qual è l’obiettivo che si pone?
L’intento principale è organizzare e gestire in maniera collaborativa eventi e progetti dedicati all’arte contemporanea, al design urbano e alla formazione. Nel medio periodo ciascuno porta la sua professionalità e le sue connessioni. Oggi che le attività cominciano ad intensificarsi abbiamo sempre più bisogno di collaboratori stabili, che siano intenzionati a svolgere come noi un lavoro volontario, per ridare vitalità alle dinamiche culturali sul territorio.
La sede di Laboratorio 21 è in una zona recentemente bonificata di Viareggio, dove sono presenti capannoni industriali, piccole aziende e attività artigiane. La scelta di questa città in particolare e di una location così periferica è stata casuale o voluta?
Quando parliamo di Viareggio facciamo riferimento ad una striscia di costa densamente popolata. Il laboratorio si trova sì in periferia, ma comunque a meno di quattro chilometri dal mare e dal centro della città. La periferia consente di avere uno spazio con ampie volumetrie che può fungere da studio d’artista ed officina creativa per progetti di dimensioni interessanti. Col tempo la zona artigianale del Cotone si è poi dotata di un’uscita della Superstrada dedicata, che facilita chi viene da fuori città. L’auspicio è che possano comparire nuove realtà imprenditoriali con cui dialogare e che la periferia acquisti un minimo d’anima.
Nell’avviare questo progetto avete ricevuto il supporto dell’amministrazione comunale o comunque siete stati sostenuti finanziariamente da istituzioni pubbliche?
No, non abbiamo ricevuto finanziamenti pubblici per avviare le attività di Laboratorio 21. I singoli eventi sono stati finanziati attraverso i nostri fondi e l’aiuto di sponsor privati. Abbiamo ricevuto il patrocinio formale della Provincia di Lucca e dell’Ufficio Cultura del Comune di Viareggio, ma nessun finanziamento.
Definite Laboratorio 21 come un ‘luogo multifunzionale’. Quali sono gli ambiti in cui si muove questo progetto? In che modo si espleta questa multifunzionalità?
Laboratorio 21 nasce nel 2005 come studio dello scultore Carlo Galli, che lavora con differenti materiali: marmo, gesso, resine, cartapesta. Pian piano lo spazio si apre ed ospita eventi legati alla sperimentazione musicale, al video e al live painting. Nel 2009 il primo evento espositivo, “Kunstwollen – L’intenzione dell’arte” trasforma il laboratorio in una galleria open-space dedicata a pittura, scultura, videoarte e performance. La multifunzionalità concerne quindi l’elasticità con cui l’ambiente può essere ridefinito negli spazi e ricombinato nei contenuti.
La città di Viareggio è famosa per il suo Carnevale animato dai colorati carri allegorici. Come officina creativa e artistica, prendete parte a questo importante evento cittadino? In che modo?
Gli anni passati Laboratorio 21 ha realizzato maschere isolate per le sfilate del Carnevale di Viareggio ed ha ospitato la costruzione di alcuni carri allegorici rionali. Carlo Galli si è recato a Cuba nel 2008 per realizzare alcuni workshop sulla tecnica della cartapesta.
In questa direzione ci stiamo muovendo, nella realizzazione di laboratori formativi nelle scuole e con persone diversamente abili. I primi laboratori ludico-creativi sono stati finanziati attraverso il bando ‘Uno spazio per le idee 2008-2009′ della Provincia di Lucca.
Come hanno reagito i residenti all’inaugurazione del vostro spazio? Sono partecipi delle vostre attività?
Fin da subito abbiamo avuto una buona accoglienza da parte del pubblico di ogni età e delle più disparate fasce sociali. Certamente alcuni eventi legati alla sperimentazione interessano di più il pubblico giovane, ma il nostro intento è coinvolgere tutti. Così, durante le mostre, all’interno dello spazio espositivo, offriamo eventi dedicati alla poesia, alla musica, alla letteratura e poi un ricco buffet in collaborazione con gli sponsor. Tutto ciò è gratuito perché non vogliamo mettere limiti. Per i più esigenti realizziamo sempre un catalogo con testi critici e approfondimenti ed interviste inedite ai singoli artisti.
Uno dei vostri progetti appena trascorsi è “Slam! Arte Urbana in Laboratorio”, che prevede writing, street art, pittura, illustrazione, design d’installazioni. Come si è svolto l’evento? A quale tipologia di pubblico vi rivolgete?
A poche ore dalla conclusione, possiamo dire che Slam! sia stato un vero successo. Buone le visite, la partecipazione e l’accoglienza degli addetti ai lavori. Una vera sorpresa a livello estetico per la città, a partire dal grande murales realizzato da Cristian Sonda, passando per le tele e le forme cubiche in mostra che ogni artista ha interpretato sulla base dei nostri stimoli. Va in questo senso anche la produzione della prima t-shirt di Laboratorio 21, disegnata da Manuel Perna e la shopping bag realizzata da Maurizio Scabola. Entrambe prodotte in edizione limitata a cento esemplari. Un lavoro di ricerca quindi, culminato nella serata di sabato 22 maggio, dedicata allo slam tra poesia, rap, dub, rock, spoken word.
Laboratorio 21 è nato da poco. Potete fare una prima stima del lavoro svolto? Avete progetti futuri in cantiere? Potete darci qualche anticipazione?
Siamo sicuramente soddisfatti della qualità del lavoro che abbiamo svolto e vogliamo mantenere e rinforzare i legami coi singoli artisti e con le istituzioni, cercando di innescare nuovi progetti. Vista l’originalità delle opere in mostra sarebbe auspicabile riproporre l’allestimento in altri spazi in Versilia e magari in qualche capoluogo toscano. Da parte nostra c’è la piena disponibilità a collaborare.
Nel lungo periodo abbiamo davvero bisogno di rendere le attività di Laboratorio 21 economicamente sostenibili e per questo ci auspichiamo che a livello regionale il nostro lavoro possa essere sostenuto. Qualche anno fa, attraverso la Rete Tra-Art, qualcosa si stava cominciando a muovere in Toscana a livello di arte contemporanea. Al momento sembra che tutta la concentrazione venga posta sui festival e sullo spettacolo, ma la verità è che molti stanno ancora aspettando una programmazione di spese e contenuti, forte e coordinata.
Nel nostro piccolo, noi cerchiamo di andare avanti. Il 1 giugno il laboratorio ospiterà “Atelier Giacometti”, una performance del gruppo teatrale Arnoklein. Il 3 luglio è invece in programma un grande evento dedicato all’hip-hop e alla breakdance.
Riferimenti:
http://www.laboratorio21.com









