Wildside e il punto di incontro tra cinema, territorio e televisione di Giulia Agusto

- di Giulia Agusto -

20 maggio 2010

Evoluzioni nel settore dell’audio-visivo. Ora per affrontare la crisi del settore l’indirizzo è verso strategie di fusione di operatori attivi in ambiti diversi seppur contigui, come cinema e televisione. Questo il senso della costituzione della Wildside voluta da Steve Della Casa, presidente della Torino Piemonte Film Commission. Una decisione i cui effetti saranno evidenti solo in futuro, ma collocata in un quadro di politiche, quali quelle piemontesi, che hanno finora mostrato una grande lungimiranza e successo nel campo della produzione di film e fiction ospitati su territorio regionale.  Questi hanno infatti ben cavalcato la tendenza del pubblico a preferire una produzione nazionale di qualità a produzioni estere, per via delle caratteristiche di radicamento nella società e cultura locale per la quale lo spettatore prova un forte senso di appartenenza. Tra l’altro, il vero successo non si è registrato solo in termini di incremento dell’immagine positiva del territorio presso l’opinione pubblica, ma ha prodotto un effettivo aumento di addetti nel settore e del fatturato.
In un settore costituito prevalentemente da piccole e medie imprese, questo tipo di strategia fa ben sperare per un consolidamento sia verticale che orizzontale. Tanto più che si muove in contro-tendenza rispetto alla progressiva diminuzione di società fornitrici di fiction, passate da 46 nel 2006 a sole 36 nel 2008.
Più che altro si tratta di capire quanto essa, oltre a voler esprimere e pubblicizzare il valore del territorio di riferimento, sia una buona occasione per identificare nuove strategie di posizionamento e soprattutto quanto possa proporre strategie di ingresso in mercati in piena evoluzione quali sono i settori della televisione digitale e degli ambienti multicanale.

Giulia Agusto è co-direttore di Tafter Journal

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