Territorio: Roma si aggiudica le Olimpiadi 2020
- di Redazione -
19 maggio 2010
Si è conclusa al Foro Italico di Roma la Giunta del Coni che, tra l’altro, ha esaminato il rapporto di valutazione che Roma e Venezia hanno presentato per ottenere la candidatura ai Giochi 2020. A seguire la riunione del Consiglio Nazionale.
A quanto si apprende dall’Adnkronos, Roma sta volando verso la candidatura. La giunta del Coni che sta esaminando il rapporto di valutazione dei dossier presentati dalla capitale e da Venezia, avrebbe individuato alcune criticità nel progetto della città veneta: alloggi, sicurezza, trasporti ed esperienza sarebbero i fattori destinati a fare la differenza.
La commissione di valutazione, che comprende massime cariche sportive e personaggi di consolidata esperienza olimpica, ha completato l’opera di valutazione minuziosa, capillare e tecnica in relazione ad 11 punti presi in esame. Roma e Venezia, che hanno presentato ufficialmente i loro dossier lo scorso 5 marzo, si presentano all’appuntamento odierno con giudizi positivi relativi al sostegno del governo e all’impatto ambientale previsto per i Giochi. Positive, tutto sommato, le valutazioni complessive.
Tra le voci che concorrono a formare il capitolo ‘alloggi’, in particolare, avrebbero destato attenzione alcuni elementi relativi al Villaggio olimpico. E’ ridotta la differenza tra i metri quadrati che Roma e Venezia riserverebbero a ciascun atleta (12 metri contro 11), ma risalta l’assenza di una stima dei parcheggi nel documento presentato dalla città veneta. La stessa lacuna condizionerebbe le pagine relative alle strutture per i media (Ibc/Mpc) per le quali Venezia non avrebbe fornito un’analisi dettagliata dei costi di costruzione.
Se Roma ha ipotizzato 5000 alloggi nel villaggio media, Venezia non avrebbe giudicato necessaria la realizzazione della struttura. Il ricorso ad alberghi e abitazioni private sodddisferebbe le esigenze della famiglia olimpica e dei media entro 10 km dal cuore del Giochi ‘made in Veneto’. Le altre categorie coinvolte nell’evento, però, si troverebbero ad alloggiare oltre i 26 km. Il Cio prevede espressamente che tutti gli hotel utilizzati dai detentori dei diritti e dalle emittenti televisive siano il più vicino possibile al nucleo dell’evento, compreso lo stadio Olimpico.
Nel complesso, in ambito alberghiero, per gli hotel del range 2-5 stelle Roma sarebbe in grado soddisfare i requisiti fissati dal Comitato olimpico internazionale (Cio) dopo 10 km, Venezia centrerebbe l’obiettivo entro 50 km. La particolare collocazione degli alberghi Cio di Venezia, inoltre, renderebbe necessario l’utilizzo del trasporto via nave durante Olimpiadi e Paralimpiadi.
Tale situazione renderebbe più complicata la gestione della sicurezza, considerando anche la prevedibile presenza di autorità provenienti da numerosi paesi. I trasporti rischiano di condizionare ovviamente anche gli impegni degli atleti: spiccano i tour de force a cui sarebbero costretti i pentathleti, chiamati a compiere due spostamenti tra Tessera e Padova nello stesso giorno.
Tutti questi argomenti, compreso il differente background sportivo delle due città, verranno valutati dalla giunta del Coni che, secondo il decalogo approvato il 21 ottobre e promosso dal Consiglio il 16 dicembre, ”proporrà alla sessione del Consiglio Nazionale del Coni il nominativo o i nominativi delle città che avranno superato la pre-selezione”.
Nel voto complessivo, che verrà espresso anche in decimali, Roma dovrebbe trarre vantaggio dalla valutazione degli impianti. Per la Capitale, il 90% dei luoghi di gara è previsto in un raggio di 20-30 km. La percentuale di Venezia, invece, scende al 63.
Nelle Olimpiadi di Roma 2020, servirebbero 40 minuti per raggiungere 4 siti. A Venezia, invece, gli impianti di tale categoria sarebbero 13. La programmazione dei Giochi lagunari dovrebbe fare poi i conti con più di un conflitto: problemi per la pianificazione boxe-scherma e basket-pallavolo.
Le distanze veneziane si dilatano anche quando si parla di rugby, con il torneo imperniato su due sedi lontane 70 km, e di calcio. La finale è programmata a Verona, a 130 km dalla città olimpica, in uno stadio che non rispetta i requisiti di capienza fissati dal Cio.









