Legislazione: approvata in Inghilterra la Digital Economy Bill contro la pirateria digitale
- di Redazione -
13 aprile 2010
Approvata il 12 aprile scorso dalla Camera dei Lords, con 189 voti a favore e 47 contrari, la Digital Economy Bill, che contiene nuove misure per combattere la pirateria digitale. Le nuove disposizioni approvate in Gran Bretagna, su proposta del ministro delle attività produttive Peter Mandelson, prevedono la stretta collaborazione tra Major, Internet provider (Isp) e società di gestione collettiva dei diritti nell’invio di ‘lettere di avvertimento’ ai downloader incalliti, per mettere un freno alla pirateria. Se le lettere non basteranno, si potrà arrivare alla sospensione della linea, così come previsto dalla legge francese
Per garantire che la legge fosse approvata prima della fine della legislatura, il 6 maggio, e superare le opposizioni, sono stati rimossi alcuni punti controversi.
“La vision del governo britannico – ha spiegato Mandelson – è che è sbagliato non ricompensare giustamente chi lavora. La nostra – ha aggiunto – è un’economia basata sulla creatività e non possiamo star seduti a guardare senza intervenire”. Esponenti dell’opposizione hanno definito la legge “un disastro” e il provider TalkTalk – secondo maggiore fornitore britannico di servizi internet – ha parlato di un “brutto giorno per la democrazia britannica”. Il direttore esecutivo dell’ISP, Andrew Heaney, ha promesso sul blog che la società non collaborerà con i principi della Digital Economy Bill, e che si muoverà esclusivamente in seguito alla decisione di una corte.
La legge è stata sostenuta da molti importanti personaggi dello show biz britannico – da Lily Allen a James Blunt, da Elton John a Noel Gallagher – ed è stata accolta con favore dall’industria musicale mondiale. John Kennedy, Presidente di IFPI – associazione che rappresenta circa 1400 aziende discografiche a livello internazionale – ha dichiarato che “…il passaggio della Digital Economy Act fa capire come un paese sia in grado di riconoscere l’importanza, nel suo tessuto industriale, di aziende creative di livello mondiale, e tutelarne il valore a l’identità attraverso delle leggi che proteggono efficacemente i loro diritti dal problema della pirateria digitale, che ha effetti paralizzanti”.
Gli esempi di Francia e Regno Unito, ha sottolineato il presidente FIMI Enzo Mazza, dimostrano “…che gli Stati con un’economia digitale avanzata stanno affrontando seriamente la questione della tutela dei contenuti in rete”. Se adottate anche in Italia dove il quadro normativo è “efficace ma scarsamente applicato”, le norme approvate nel Regno Unito “potrebbero fornire un scudo efficace contro la contraffazione digitale e consentire alla produzione creativa italiana di svilupparsi”.
Fonte: Giornale dello Spettacolo









