scarica PDF Stampa l’articolo Segnala l’articolo

Università: per l’Ateneo di Brindisi si va verso la Fondazione

- di Redazione  -

7 aprile 2010

Spira un vento nuovo sull’Ateneo brindisino. L’idea di creare una Fondazione per l’Università a Brindisi potrebbe presto diventare realtà. “Il primo Aprile c’è stato un incontro con il Rettore dell’Università degli Studi di Bari e i presidi dei Corsi di Laurea presenti a Brindisi per discutere del progetto. L’esito è stato più che soddisfacente – afferma Giuseppe Abruzzo, tra i promotori dell’iniziativa – Nel complesso sono favorevoli Provincia, Comune, Università di Bari e da contatti informali anche l’Università di Lecce e gli altri enti pubblici e privati di Brindisi e provincia. Ora bisogna lavorare e rendere l’idea operativa”.  Dando vita a uno strumento snello e leggero per gestire ed accompagnare al meglio il percorso di creazione di un polo di formazione universitaria che sia anche occasione di sviluppo della città. Strumento che potrebbe portare a una gestione più efficace ed efficiente delle risorse finanziarie dedicate al polo universitario dalle Amministrazioni. Perché anche la cultura è una questione di denaro. “Se vogliamo rispondere alla crisi si parte dalla scuola, dall’università con la capacità di difendere ciò che funziona, ma anche di mettere mano ai problemi che non mancano e che hanno bisogno di soluzioni rapide ed efficaci” aveva puntualizzato la Gelmini presentando il disegno di legge governativo di riforma degli Atenei. E il ministro dell’Istruzione ha elencato le “sue” soluzioni in un pacchetto università volto “all’ottimizzazione delle risorse umane e strutturali”.
Tra le novità più rilevanti il 7% del Fondo di finanziamento ordinario distribuito agli atenei in base alla qualità della ricerca e della didattica, l’accorpamento degli atenei limitrofi per ottimizzare l’utilizzazione delle strutture, una più coerente razionalizzazione dei corsi di laurea con il taglio di quelli inutili, nuove regole per il reclutamento dei professori universitari e dei ricercatori con l’eliminazione dei concorsi di accesso. In una parola tagli, accorpamenti e precarizzazione permanente dei ricercatori. Manovre che rischiano di precludere alle Università italiane perfino la mera sopravvivenza. “Per quanto riguarda il nostro territorio l’Ateneo brindisino è ovviamente quello più esposto, per rientrare nei parametri imposti dalla Gelmini occorre razionalizzare le forze – spiega Abruzzo – L’Università degli Studi di Bari e quella del Salento sono disposte ad interagire così da assicurare il numero di docenti richiesti per ogni corso di laurea attivo presso l’Ateneo qui a Brindisi. Se tutto andrà come si spera, per il prossimo anno dovrebbe essere garantita l’offerta formativa in corso (Economia, Informatica, Professioni Sanitarie, Lettere n.d.r.) con l’aggiunta di Farmacia. Ci si sta attivando anche per trasferire presso la sede di Brindisi dell’Ateneo barese i corsi attivi presso la Cittadella della Ricerca”.

Fonte: Senzacolonne.it

Tags: , ,

Lascia un Commento

I campi con * sono obbligatori. Il tuo indirizzo email non sarà reso pubblico!

In alternativa puoi commentare utilizzando il tuo profilo facebook cliccando sul relativo bottone

Connect with Facebook