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Beni culturali: protesta dei lavoratori di Brera, chiusi a Pasquetta. E il Mibac risponde

- di Redazione  -

1 aprile 2010

Gli Istituti dei Beni Culturali di Milano sono rimasti chiusi al pubblico nel pomeriggio di oggi per l’assemblea dei lavoratori di Brera, del Cenacolo, dell’Archivio di Stato, della Biblioteca Braidense e delle Soprintendenze di Milano, che si e’ svolta nella Sala Passione della Pinacoteca di Brera. I lavoratori hanno deciso di non firmare l’accordo per l’apertura di Brera e Cenacolo a Pasquetta. Tutto nasce per effetto del pignoramento di oltre 114 milioni di euro, in virtu’ della sentenza del Tribunale di Napoli, rilasciata in forma esecutiva lo scorso 26 gennaio e notificata lo scorso 4 febbraio al Mibac. Questo ha bloccato tutte le risorse finanziarie del Mibac presenti in Lombardia, per ora nella citta’ di Milano e Pavia, per un importo, ad oggi, di 32 milioni di euro. “L’assemblea degli istituti milanesi – si legge in una nota del sindacato – in mancanza di garanzie reali per lo sblocco dei fondi del Mibac, pignorati presso la Banca d’Italia, non ritiene possibile firmare un accordo per l’apertura straordinaria di lunedi’ dell’angelo (pasquetta), proposta per Brera ed il Cenacolo. Inoltre, denunciando la totale assenza della direzione regionale nella gestione dell’intera vicenda, e con la finalita’ di fare completa chiarezza sui tempi e le modalita’ di risoluzione, l’assemblea ha dato mandato alle oo.ss. di attivare le procedure per la gestione del contenzioso sindacale, chiedendo l’intervento del Prefetto di Milano. L’assemblea ha infine denunciato la necessita’ della stabilizzazione a tempo pieno del personale ex assistente tecnico museale, che, dopo una decennale esperienza di precariato, viene stabilizzato con un rapporto part time forzato”.
Al proposito il Mibac ha diffuso una nota stampa in cui si legge:
“La chiusura a Pasqua e Pasquetta della Pinacoteca di Brera e del Cenacolo Vinciano indetta a Milano dalle organizzazioni sindacali – ha dichiarato il Ministro per i Beni e le Attività Culturali, Sandro Bondi – è una protesta immotivata. Mi sto impegnando da giorni in prima persona nella risoluzione del contenzioso che ha portato al pignoramento dei fondi, vicenda peraltro non imputabile a questa Amministrazione e che, grazie al valido sostegno dell’Avvocatura dello Stato, vedrà prestissimo una conclusione positiva per il Ministero. Si tratta inoltre di una vicenda dai contorni oscuri se non addirittura inquietanti, fondata su un titolo presentato dai presunti creditori ma annullato dalla corte d’appello di Napoli con sentenza confermata dalla Cassazione. Il Ministero ha difatti già pagato le somme dovute ai reali creditori e anzi è lui stesso creditori, e si è opposto pertanto in tutte le sedi. L’udienza prevista, alla quale il Ministero era presente, è stata infatti differita al 7 aprile per la mancata presenza dei presunti creditori, nei cui confronti inoltre il MiBAC farà esposto alla Procura della Repubblica. Invito pertanto i dipendenti a ritornare sulle loro decisioni, che provocherebbero un inutile danno al patrimonio culturale e al turismo del nostro Paese, e aprire pertanto a cittadini e turisti gli straordinari tesori conservati nei luoghi della cultura gestiti a Milano dal MiBAC”.

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