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Musei: nasce a Lecce il “Museo ferroviario di Puglia”

- di Redazione  -

29 marzo 2010

Il Museo ferroviario a Lecce è finalmente una realtà. Il fascino dei treni d’epoca della Puglia, con il loro carico di storia fatta di migrazioni e sacrifici, ma anche di sviluppo economico, necessità belliche e ambizioni politiche, rivive oggi all’interno delle ex officine delle Ferrovie dello Stato denominate «Squadra Rialzo», in via Codacci Pisanelli, alle spalle della stazione. L’apertura al pubblico è prevista a maggio prossimo. ll Comune di Lecce ha infatti ultimato i lavori di ristrutturazione del fabbricato ora affidato in convenzione all’Aisaf – associazione ionico salentina amici ferrovie, che sin dal 1997 si è fatta promotrice del museo.
La mega struttura che si affaccia sulle cave di Marco Vito, ospita 31 rotabili d’epoca delle Fs e Fse, tra locomotive a vapore, carri e carrozze, più cinque mezzi di servizio esposti all’interno di due capannoni – uno costruito negli anni Venti, l’altro negli anni Settanta – e sui binari esterni. Nei locali attigui sono invece esposti cimeli, plastici e apparecchiature di segnalamento.
Grande è la soddisfazione del sindaco di Lecce Paolo Perrone che ha presentato la struttura ai giornalisti, insieme al presidente dell’associazione Fabio Vergari: «Nel Mezzogiorno l’unico museo ferroviario esistente è quello di Napoli-Pietrarsa delle Ferrovie dello Stato, peraltro poco conosciuto – ha sottolineato il primo cittadino – quindi il museo che presto consegneremo alla cittadinanza ci riempie di orgoglio, anche perché rinforzerà l’offerta di Lecce città della Cultura».
Il «Museo ferroviario di Puglia» raccoglie alcune importanti testimonianze della storia ferroviaria pugliese: dalle due anziane locomotive a vapore del 1911 – una delle quali è stata guidata da Pietro Gelmi nel suo famoso film «Il ferroviere» (1956) – ai locomotori elettrici da treno e da manovra (1932, 1966), alla trazione diesel rappresentata da vari tipi di loco-trattori da manovra (1932, 1956). E ancora, carrozze passeggeri costruite negli anni Trenta e convertite in treno-ospedale nel corso del secondo conflitto mondiale; il convoglio d’epoca «Salento Express» (1959); una carrozza cellulare delle FS (1954) per il trasporto dei detenuti; il treno dell’acqua con i carri cisterna; sei carri merci di vario tipo; quattro mezzi di servizio di varie epoche: un quadriciclo a pedali (1920), una jeep su rotaia delle Ferrovie del Sud est (1948), due draisine Fs (1959, 1965). La gran parte dei mezzi sono di proprietà dell’Aisaf.
Fonte: Gazzetta del mezzogiorno

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