Musei: a Pompei sorgerà “Officiamuseum”, museo temporaneo d’impresa
- di Redazione -
8 marzo 2010
Ha incassato il benestare della giunta regionale, il progetto presentato dal comune di Pompei per la creazione di un museo temporaneo d’impresa.
Un progetto unico nel suo genere. Il primo in Italia, finanziato con fondi regionali pari a 1.999.200 euro redatto in sinergia con il Ri.A.S. (Centro interdisciplinare per il controllo dell’Ambiente Costruito della Seconda Università di Napoli) e il Provveditorato Interregionale per le opere pubbliche della Campania e del Molise.
All’interno del progetto è previsto anche il restyling dei locali dell’ex Fonte Carbonica che diventeranno la sede del museo. La scelta della città di Pompei è strategica sia per la posizione geografica che ricopre la città sia per i flussi turistici che la città degli scavi è in grado di intercettare. Vi troveranno degna ubicazione tutte le eccellenze dell’artigianato campano, dai coralli di Torre del Greco, alle ceramiche di Vietri, passando per le sete di San Leucio e le tarsie lignee di Sorrento. Vere e proprie opere d’arte, di pregiatissima e peculiarissima fattura, che potranno essere visionate da turisti, studiosi e cittadini di tutto il mondo anche grazie alla creazione di “catalogo informatizzato” delle varie realtà esaminate. Una sorta di museo d’impresa virtuale che valorizzerà ulteriormente il design campano.
IL MUSEO
Il progetto del Museo Temporaneo d’Impresa, OFFICIAMUSEUM, a Pompei, il primo esempio di questo tipo, in Italia, volto a testimoniare, dinamicamente, alcune delle specificità culturali di un’ intera regione, s’inserisce nell’ambito di una lunga e articolata attività di ricerca universitaria sul prodotto di eccellenza in Campania e sulle molteplici relazioni del design con il t erritorio, con benefiche e virtuose ricadute sull’industria turistica, innanzitutto, sulla produzione industriale e sul commercio.
Queste attività, svolte da tempo da alcuni docenti della Facoltà di Architettura del Secondo Ateneo di Napoli, sono sfociate nello Studio di Fattibilità e Progetto Preliminare di un “sistema museale regionale del design e delle arti applicate” della Campania, elaborato per conto della Regione Campania dalla Seconda Università degli Studi di Napoli, a seguito di apposita convenzione nel 2002. Il progetto preliminare del “sistema” è stato successivamente completato ed illustrato in un primo volume pubblicato in italiano [C. GAMBARDELLA (a cura di), Il Sistema Museale Regionale del Design e delle Arti Applicate, Alinea Editrice, Firenze, 2005], presentato il 1° dicembre 2006 alla Triennale di Milano ed in un secondo volume in edizione inglese del 2008 [C. GAMBARDELLA (a cura di), Officiamuseum. The regional museum system of design and applied arts, Firenze, Alinea Editrice, 2008] presentato alla Camera di Commercio di Napoli.
Attraverso l’individuazione dei centri dell’artigianato di eccellenza della Campania – Napoli per le porcellane di Capodimonte, Torre del Greco per i cammei e la lavorazione del corallo, Sorrento per le tarsie lignee, Vietri sul Mare, Cava dei Tirreni, Cerreto Sannita, San Lorenzello e Ariano Irpino per le ceramiche, Amalfi per la carta, San Leucio per le sete, Marcianise per i gioielli, ecc. -, caratterizzati dal fatto di essere specializzati nella produzione di oggetti e manufatti, in un modo unico e originale, utilizzando un singolo materiale specifico ed in cui già esistano musei (o siano in fase di progettazione o di realizzazione), si è inteso creare un sistema fisico e virtuale con un “terminale” del sistema museale regionale, in un’area strategica per il turismo culturale, pensato per entrare simultaneamente in contatto con tradizioni artigianali specifiche di luoghi distanti tra loro e che, soprattutto, ne consenta un primo livello di conoscenza, anche se parziale.
Il museo fisico sarà poi supportato da un “catalogo informatizzato” delle varie realtà esaminate – un museo d’impresa virtuale – per una successiva valorizzazione del design campano.
La scelta di Pompei, il più grande attrattore della regione, è la più giusta in quanto si trova lungo un asse, strategico per il turismo della regione, che collega Napoli con Torre del Greco, Vietri (costiera amalfitana), e Sorrento, quattro tra i più importanti centri del prodotto di eccellenza della regione. Il flusso turistico-culturale, grazie al terminale (e agli altri musei del sistema ubicati nelle località turistiche) potrebbe anche subire una benefica deviazione verso i centri meno noti e più interni della regione, caratterizzati da specifiche attività produttive e musei.
Fonte: Stabia Channel









