MADRE ricca, figli poveri
- di Chiara Laterza -
Finanziamenti record per il Museo MADRE di Napoli che riceverà 20 milioni di euro dalla giunta regionale da spendere per esposizioni ed eventi. La generosità mostrata dalla regione Campania ha, come prevedibile, suscitato non solo il malcontento delle altre realtà museali presenti su territorio, ma anche quello dei lavoratori del museo stesso che, paradossalmente, vedranno tagliati i fondi per la gestione dei servizi…
2 marzo 2010
Finanziamenti record per il Museo Madre di Napoli che potrà contare, in base alla delibera n.137 del 19 febbraio 2010, su 20 milioni di euro utilizzabili per l’organizzazione di eventi ed esposizioni, 10 milioni in più rispetto a quelli pianificati con delibera 2008 e modificata poi nel 2009..
Il maxi-finanziamento, però, non avrà vita facile: dovrà infatti “fare i conti”con coloro i quali hanno già espresso a viva voce le proprie perplessità riguardo questa scelta.
In prima istanza i piccoli musei campani: il Coordinamento dei musei campani presenterà infatti ricorso al Tar contro la regione per fare luce sull’assenza di politiche culturali eque e trasparenti e, in modo particolare, sulla questione di tali ingenti fondi regionali destinati al Madre con un’evidente sperequazione rispetto a tutti gli altri musei diffusi su territorio regionale.
Proprio per oggi, 2 marzo, è stato organizzato attorno al Museo “il girotondo dell’arte”, una class-action fortemente voluta dal presidente della Fondazione Gianbattista Vico, Vincenzo Pepe, il quale ha promosso l’iniziativa con lo scopo di denunciare pubblicamente il dissenso verso la politica culturale della giunta Bassolino che colloca i musei del territorio come “figli di una Madre minore”.
Secondo la suddetta delibera, verranno infatti stanziati, oltre ai 20 milioni di euro per il Madre, 41 milioni per il Napoli Festival Teatro Italia (30 milioni già stanziati e 11 milioni per i prossimi tre anni), 13 milioni per una generica “valorizzazione e realizzazione di festival internazionali ed eventi culturali di rilevanza regionale”, 3 milioni per lo spettacolo “Arrevuoto – Scampìa” e per il programma “Verso il Forum delle Culture 2013”, e, fanalino di coda, 600 mila euro per l’Auditorium di Ravello.
Per rendersi conto della generosità della Regione Campania, basti pensare che a Firenze la Regione ha elargito per i Nuovi Uffizi un totale di 40 milioni di euro da utilizzare per il restyling generale, il completamento dei depositi, lo spostamento degli uffici, la sistemazione degli accessi, la creazione di un nuovo ristorante, la realizzazione di 20 sale espositive e l’apertura di una libreria interna. I 20 milioni del Madre, da spendere solo per mostre ed esposizioni, suonano quindi come uno sproposito.
“Il Museo Madre è stato indicato come esempio di buone pratiche nell’utilizzo di fondi europei secondo il rapporto strategico nazionale per l’attuazione della politica di coesione, documento curato dal dipartimento dello sviluppo e la coesione economica del Ministero del Tesoro e trasmesso alla Commissione lo scorso 30 dicembre.”, recita una nota trasmessa a seguito della delibera.
Al malcontento generale dei restanti musei campani, si aggiunge anche quello “in casa” dei lavoratori del Museo Madre: i lavoratori e le lavoratrici della cooperativa Pierreci Codess (la cooperativa che fornisce al museo i servizi aggiuntivi) hanno infatti iniziato una mobilitazione per protestare contro la decisione della giunta regionale della Campania di ridurre drasticamente i finanziamenti per la gestione ordinaria dei servizi museali. Accanto al maxi-finanziamento, figurano infatti i tagli che mettono a repentaglio il futuro occupazionale di circa 60 tra assistenti di sala, assistenti tecnici, addetti alla biglietteria, biblioteca e mediateca, caffetteria e ristorazione, personale del servizio d’informazione e prenotazioni tramite call-center e servizio didattico.
Le lavoratrici e i lavoratori hanno comunque garantito la fruizione minima dei servizi museali, senza la quale il Museo non avrebbe gli strumenti per esporre ed offrire servizi collaterali…e quindi per spendere questi tanto agognati 20 milioni che fanno del Madre il museo italiano di arte contemporanea con più fondi in assoluto.









