Domenica a piedi per 100 comuni italiani. Ma sarà utile?

- di Chiara Laterza -

Si riaccende il dibattito sull’utilità o meno delle domeniche di blocco alle auto, targhe alterne e quant’altro per sensibilizzare la popolazione ed un uso consapevole dei mezzi di trasporto. Il 28 febbraio, 100 comuni di 9 regioni aderiranno alla chiusura totale al traffico. E puntualmente le polemiche non tardano a venire…

23 febbraio 2010

blocco trafficoLo hanno definito ironicamente il “festival dell’anti-smog” e molti sono pronti a boicottarlo con tutti i mezzi: da quelli fisici a quelli mediatici.
La decisione di un’intera domenica a piedi nelle maggiori città della Pianura Padana, che si svolgerà il prossimo 28 febbraio, è stata accolta con grande soddisfazione o respinta con grande delusione (secondo i punti di vista) ma sicuramente recepita con tanta sorpresa da parte di tutti.
Né il sindaco di Torino e Presidente Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani) Sergio Chiamparino, né il sindaco di Milano Letizia Moratti che hanno lanciato l’iniziativa, pensavano infatti di raccogliere questo grande numero di adesioni che non si è limitato alla sola area della Pianura Padana, come preventivato inizialmente: è di queste ore, infatti, la notizia che aderiranno alla domenica anti-smog (oltre a Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Veneto, Trentino, Friuli Venezia Giulia, Liguria) anche le città di Napoli e Firenze, con l’obiettivo di sensibilizzare la popolazione su quello che è considerato uno dei problemi più difficilmente risolvibili degli ultimi anni: l’inquinamento atmosferico.
Circa 100 comuni di 9 regioni italiani, quindi, si risveglieranno il 28 febbraio senza il rumore delle automobili, senza traffico congestionato e senza tubi di scarico maleodoranti ai bordi delle strade: un avvenimento unico che raccoglie il sorriso di molti e la rabbia di altrettanti. E infatti, le polemiche non sono tardate e si sono rivelate più pungenti che mai. “Bloccare il traffico per un solo giorno, saltuariamente, crea solo fastidi e danni economici fini a sé stessi e, per giunta, è destinato al sicuro fallimento, non solo per i benefici sanitari, ma anche per la riduzione dell’inquinamento” tuona Franco Battaglia in un articolo apparso su “Il Giornale”.
Cancellate le gite in pullman nelle città d’arte, stazione sciistiche semi-deserte, ristoranti vuoti costituiranno un danno economico non indifferente, o quantomeno non rapportabile agli esigui benefici che se ne trarranno.
“Mancano forse le evidenze scientifiche per affermare che emettiamo veleni nell’aria che ci uccidono?” replica tra le pagine della rivista “Terra” il suo direttore Luca Bonaccorsi. “da qualche parte bisognerà pure iniziare. E riprendersi le città e passeggiare al centro della strada con i propri bambini, non farà male a nessuno.”
Farà bene o farà male? Sarà utile non lo sarà? Tutte queste domande risuonano nelle orecchie di tutti quei cittadini che dovranno rinunciare all’auto per un giorno. Tanto più che a Milano, domenica 28, sarà in pieno svolgimento la settimana della moda e la Moratti già comincia a prevedere deroghe e concessioni per gli operatori impegnati in questo grande evento mondano. Ma, allora, dove inizia e finisce la sensibilizzazione? Chi prende l’auto è un privilegiato? E il cittadino, percepisce la domenica a piedi come un castigo o come un’opportunità di godimento del proprio territorio?
L’obiettivo dell’iniziativa è quello di agevolare la “sperimentazione della mobilità alternativa” ma per molti sindaci, è indubbio che si tratti semplicemente di un avvenimento, una bella parata ecologica a cui aderire per non essere additati come i soliti inquinatori molesti, sprezzanti dell’ambiente. E poi essere “verdi” al giorno d’oggi fa anche un po’ “cool”, il che non guasta mai. E il lunedì, tutti di nuovo pronti in fila al casello a lamentarsi del traffico e del clima che cambia in continuazione.
Che ben venga allora la sensibilizzazione, la domenica a piedi e anche il lunedì, se necessario, ma che siano delle operazioni coerenti, che si inseriscano all’interno di una politica strutturale coerente e che abbiano come scopo l’educazione del cittadino sulle tematiche ambientali.
E allora, riproponiamo la domanda posta qualche riga più su: sarà utile? Sarà utile per coloro che la avvertono come una giornata libera, senza spasmodici spostamenti in auto, all’insegna della condivisione degli spazi urbani molto spesso dimenticati. Non lo sarà per coloro che la avvertono come una punizione, un castigo a cui bisogna sottoporsi per fregiarsi del titolo di “cittadino” (o di“sindaco”) verde del mese.

Aggiornamento:
Ci è stato comunicato in data 24 febbraio 2010 che stanno arrivando le prime defezioni alla giornata senza auto organizzata per il 28 febbraio. Alcuni Comuni del Nord avrebbero infatti dato forfait: tra questi, 130 comuni dell’hinterland milanesi, i quali, riunitisi in Provincia per discutere del blocco, hanno deciso all’unanime di non aderire. Restano confermate solo la città di Torino e Milano. Quest’ultima, come detto nell’articolo, concederà però la libera circolazione a tutti coloro in possesso di un invito per le sfilate di moda.

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