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Editoria: nasce il Centro per il libro e la lettura. Alla presentazione i ministri Bondi, Gelmini e Meloni

- di Redazione  -

17 febbraio 2010

letturaAllargare la base di lettura, conferire valore sociale al libro e raggiungere nell’arco di un decennio il 50% di lettori (oggi sono il 38% sul totale della popolazione di età superiore ai 14 anni) suddivisi in un 10% di lettori abituali e un 40% di saltuari.
Questi gli obiettivi primari del “Centro per il libro e la lettura”, i cui programmi, attività e metodi sono stati presentati oggi a Roma dal nuovo Presidente Gian Arturo Ferrari, alla presenza dei ministri Sandro Bondi (Beni e Attività Culturali), Mariastella Gelmini (Istruzione Università e Ricerca), Giorgia Meloni (Gioventù) e del sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio Paolo Bonaiuti, nel salone monumentale della Bioblioteca Casanatense di Roma.

“Un luogo scelto – ha detto il ministro Bondi – per rimarcare il valore di questa iniziativa. Oso dire che si tratta di uno dei provvedimenti più importanti di questo Governo, un punto di riferimento fondamentale per il mondo del libro. In Italia c’è un grande mercato editoriale, ma si legge molto poco e per cercare di creare una democrazia solida dobbiamo incrementare i lettori soprattutto tra i giovani”.

Gli ha fatto eco il sottosegretario Bonaiuti ricordando il claim “Leggere è il cibo della mente. Passaparola” e snocciolando alcuni dati sui lettori italiani: il mercato dei libri nel Belpaese è infatti forte, ma la lettura è debole.
A 150 anni dall’unità nazionale, si calcola che i lettori italiani siano il 38%, sul totale della popolazione di età superiore ai 14 anni.
Nella piramide della lettura si parte, infatti, dal vertice con un 0,4% di persone che legge più di 20 libri all’anno per arrivare alla base con una fascia debole (15,2% con 3-5 libri all’anno) e una debolissima (14,8% con 1-2 libri).
Negli ultimi anni, inoltre, le differenze tra lettori, basate sul livello di istruzione e sulla classe socio-economica, si sono accentuate. I lettori saltuari sono il 30%, 15 milioni di persone, mentre i lettori abituali sono l’8% che corrisponde a 4 milioni di veri lettori. La lettura è caratterizzata da un esiguo numero di lettori e da una progressiva apertura della forbice tra svantaggiati e avvantaggiati, dunque, come delineato dal presidente del centro Gian Arturo Ferrari “non risponde ancora ai parametri di una moderna democrazia, per la mancanza di valore sociale della lettura che si accompagna ad una scarsa competitività del Paese”.

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