Design: una Biennale del design a Venezia? Milano annuncia battaglia
- di Redazione -
10 febbraio 2010
Il Consiglio italiano del design ha chiesto una Biennale dedicata al comparto, lo conferma anche il ministro Sandro Bondi affermando che il progetto è un’ipotesi in fase di valutazione. Guerra aperta, dunque, su quale sarà la possibile sede dell’evento:
“La Biennale del Design — si legge nel documento tra cui spicca la firma di Arturo Dell’Acqua Bellavitis, docente del Politecnico ma anche presidente della Fondazione Museo del Design della Triennale — vede Venezia come sede privilegiata, potendosi inserire in modo autonomo alla programmazione relativa alle Biennali dell’Arte e dell’Architettura ed alle molteplici realtà espositive che sono nate dall’esperienza veneziana, ma con il vantaggio di poterne utilizzare le strutture già esistenti, oltre che il grande richiamo mediatico indotto”.
E subito a Milano si comincia a parlare di “tentato scippo” a quella che è la sede d’eccellenza del design e del mobile: dopo Roma che vuole il gran premio di automobilismo di Monza, dopo Parigi e New York che cercano di sfilare la moda a Milano, ecco un’altra città che si fa avanti per “sfruttare” una delle eccellenze del capoluogo lombardo.
La prima edizione è prevista per il 2011. Si svolgerà negli anni alterni (anni dispari – dal 2011) alla Biennale di Architettura di Venezia, per poter aprire con essa un tavolo di dialogo e continuità progettuale, senza sovrapporsi alla sua programmazione, in un’ottica collaborativa e di complementarità.
Ma Giovanni Terzi, assessore al design, non ne vuole sapere: “Vorrei ricordare — attacca – che per questo esiste già la Triennale che è il brand mondiale che esporta la nostra creatività del mondo ed è sinonimo di internazionalizzazione. E per gli altri aspetti, noi abbiamo un “annuale” che si chiama Salone del Mobile e svolge esattamente gli altri compiti ricordati nel documento, oltre a essere una manifestazione che tutto il mondo ci invidia”.
La perdita di Milano se l’idea dovesse andare in porto (o in laguna?): i conti li hanno fatti la Camera di Commercio di Milano e quella di Monza e Brianza. La possibile perdita economica per il territorio delle tre eccellenze lombarde (Milano, Brianza monzese e comasca) potrebbe superare i 7,5 miliardi di euro, soprattutto in termini di valore del brand.









