2/02/2010
Emergenza musei in Sicilia
Sei appuntamenti, tra gennaio e febbraio hanno già portato alla ribalta in tutta la Sicilia e, di riflesso, in tutta Italia, la disastrosa situazione in cui versano i musei siciliani. L’ultimo di questi dibattiti, il 4 febbraio a Modica, chiuderà il ciclo di incontri dedicati alla presentazione del dossier di Legambiente Sicilia “Emergenza musei in Sicilia”, analisi condotta all’interno del progetto “Salvailmuseo”, da circa due anni costola del più ampio “Salvalarte Sicilia” .
Il dossier, finito di stampare a dicembre scorso, presenta da un lato tutte le criticità e le emergenze che le varie tipologie di strutture museali siciliane devono affrontare per sopravvivere, dall’altro una serie di proposte mirate al recupero di alcune strutture e alla valorizzazione di altre, condizioni fondamentali affinché i musei siciliani possano ritrovare momenti di splendore.
“I musei siciliani – ha spiegato Gianfranco Zanna, responsabile per i Beni culturali di Legambiente Sicilia – vivono un momento di sofferenza, ma la risposta non è la loro chiusura, bensì la loro valorizzazione”.
Strutture quali la Gipsoteca a Caltanissetta, il Museo Alessi ad Enna, Palazzo Trigona a Piazza Armerina, l’Antiquarium di Monte Jato, sono solo alcuni esempi di luoghi d’arte in attesa della realizzazione di opere necessarie alla loro riapertura al pubblico.
Oltre mezzo milione di visitatori ha inoltre abbandonato i siti archeologici siciliani nel 2008: un dato che, tradotto in termini economici, equivale a una perdita di circa un milione 400 mila euro.
Secondo il documento approvato nel 2004 a Seul dall’Assemblea Generale dell’ICOM, “il museo è un’istituzione permanente al servizio della società e del suo sviluppo, […] che espone le proprie opere per trasmettere messaggi culturali e di promozione del territorio.”
Affinché questo sia possibile, il dossier evidenzia l’urgenza con la quale si dovrebbe riorganizzare il management museale in maniera efficiente, moderna, produttiva, trasparente con la possibilità reale di promozione all’interno della programmazione europea 2007/2013.
La gestione dei servizi aggiuntivi, in primis, viene posta sotto la lente di Legambiente: dopo la gara del 2001 che li ha visti affidati a tre associazioni temporanee d’impresa (Novamusa, Federico II, I luoghi dell’Arcadia, ndr), i risultati ottenuti in questo settore sono semplicemente nulli. I previsti servizi di biglietteria, di caffetterie, di vendita guide e oggettistica non sono stati attivati, causando un ammanco di 12 milioni di euro sul quale da anni indaga la Guardia di Finanza, su mandato della Procura regionale della Corte dei Conti. I servizi latitano e le società concessionarie, in contenzioso con la Regione, fuggono a gambe levate.
Assodate le varie criticità, il dossier sviluppa quindi delle proposte concrete di sviluppo riscontrabili ad esempio nell’istituzione di un Osservatorio sul sistema museale siciliano in grado di monitorare lo stato di salute delle strutture, ponendole a confronto con altre realtà simili, o una Carta dei diritti dell’utente dei musei, per favorire una migliore erogazione del servizio pubblico.
Sul piano della comunicazione e valorizzazione si indicano servizi telematici di prenotazione e prevendita, accompagnati magari da iniziative quali i biglietti integrati che, avendo già avuto fortunata sorte in altre città italiane (vedi Venezia, Genova, Napoli o Bologna) potrebbero condurre ad eguali successi anche in Sicilia.
Una visione completa, quindi, che va a scandagliare ogni anello del complesso sistema museale siciliano, che lancia un allarme proponendo nel contempo nuovi stimoli che riattivino un patrimonio culturale troppo a lungo sottovalutato o considerato superfluo per lo sviluppo della regione.


