EX3 – Centro per l’arte contemporanea
- di Vittoria Azzarita -
EX3 è il nuovo centro per l’arte contemporanea della città di Firenze. Nato da un progetto di riqualificazione dell’ex Auditorium di Gavinana, questo spazio espositivo aspira a ridisegnare la mappa della città e a stringere un forte legame con il territorio, come ci racconta il direttore Sergio Tossi…
26 gennaio 2010
Intervista al direttore Sergio Tossi

Il Centro per l’Arte Contemporanea Ex3 si presenta come un progetto di riqualificazione dell’ex Auditorium di Gavinana, in viale Giannotti, a Firenze. Come è nata l’idea che ha portato alla sua realizzazione e chi sono i principali promotori dell’iniziativa?
L’Ex Auditorium di Viale Giannotti era già stato destinato dal Comune di Firenze a centro per l’arte contemporanea negli anni 2003/2004 con il nome Quarter.Quell’esperienza, per vari motivi, si concluse in modo improvviso e burrascoso. Dopo un certo tempo il Comune decise di riassegnare lo spazio tramite bando di gara. Nel settembre scorso, dopo che l’associazione Extre Toscana Contemporanea si era aggiudicata il bando, è stato finalmente riassegnato ed ha ripreso l’attività con il nome di EX3.
In che modo questo nuovo spazio espositivo intende dialogare con il quartiere che lo ospita, il Quartiere 3, situato nella parte sud della città di Firenze? Quali sono, dal suo punto di vista, le peculiarità di quest’area cittadina?
Il quartiere 3 è un quartiere periferico solo in senso geografico. E’ vero che siamo fuori dal centro storico ma la zona è vitalissima e per niente degradata. Viviamo questo decentramento non come un problema ma come un’opportunità di allargare la vita culturale della città con un dialogo “alla pari” tra centro storico e periferia. Il fatto di avere a fianco un centro commerciale dove transitano migliaia di persone tutti i giorni è un’altra occasione di visibilità per noi e non un intralcio. Per gli abitanti del quartiere stiamo proponendo servizi di mediazione culturale per facilitare la comprensione dei linguaggi del contemporaneo anche a chi ne è più distante ma dimostra la curiostà necessaria. Chiaramente siamo consapevoli di non poter essere totalmente “popolari”. Un’altra iniziativa che avvieremo è quella di dedicare un paio di weekend all’anno alle associazioni del quartiere che potranno presentare le loro attività. Nessuna mostra, che potrebbe risultare non conforme ai livelli di qualità richiesti, ma un dialogo continuo con chi opera nel nostro territorio.
L’Associazione Extre percepisce dal Comune di Firenze un finanziamento della durata di tre anni, pari a 90mila euro l’anno, per gestire il Centro per l’Arte Contemporanea Ex3. Chi si occupa, nella pratica, delle attività legate alla gestione e all’organizzazione delle mostre ospitate all’interno dello spazio espositivo?
Il contributo del Comune è solo uno dei finanziamenti che dobbiamo trovare per gestire la struttura che richiede un budget di 4/5 volte superiore a quella cifra. Per questo tutta l’associazione Extre è impegnata in una costante opera di fund raising con un responsabile diretto che lavora in collaborazione con il presidente, l’arch. Andrea Tanini, l’incaricato dell’amministrazione Enrico Baluardi ed il sottoscritto che coordina le componenti artistiche e finanziarie del progetto.
Oltre al Comune di Firenze l’Ex3 gode del supporto di altri enti pubblici? Esistono anche dei sostenitori privati?
Oltre al Comune di Firenze ci sostiene la Regione Toscana e, speriamo presto, dovrebbe arrivare anche il contributo della Provincia. Inoltre contiamo su una serie di sponsor privati e singoli cittadini che offrono un loro personale contributo e che ringraziamo in modo particolare.

Andrea Tanini, presidente dell’Associazione Extre, ha dichiarato che il Centro per l’Arte Contemporanea Ex3 rappresenta “l’ultimo tassello del sistema metropolitano dell’arte contemporanea” insieme al Centro Pecci di Prato, a Palazzo Fabroni di Pistoia e al Centro di Cultura Contemporanea della Fondazione Palazzo Strozzi di Firenze. Qual è la linea espositiva seguita dall’Ex3 per contribuire alla diffusione dell’arte contemporanea non solo in Toscana, ma in tutto il territorio nazionale?
La nostra mission è quella di valorizzare al massimo gli artisti italiani (e toscani in particolare) ponendoli a confronto con personalità emergenti dell’arte europea e mondiale, sempre limitandosi, salvo eccezioni, alle ultime generazioni. Per questo privilegeremo le doppie personali che ci permettono anche di sfruttare al meglio le potenzialità architettoniche della nostra struttura. A questo affiancheremo una intansa attività di divulgazione e didattica, in particolare con le istituzioni universitarie a cominciare dall’Accademia di Belle Arti e dalla L.A.B.A. che ha sede propiro nel nostro quartiere, ma anche con altre importantissime realtà come l’Isia, i Licei fiorentini fino alle scuole medie ed elementari.
Il Centro per l’Arte Contemporanea Ex3 non ha una propria collezione, ma si presenta come uno spazio espositivo destinato ad ospitare mostre temporanee e lavori site-specific. E’ previsto un uso alternativo degli spazi nelle pause tra un allestimento e l’altro?
Può capitare occasionalmente di ospitare serate organizzate dai nostri sponsor oppure di proporre concerti o altri spettacoli, come è successo recentemente con la performance dei jazzisti Bill Frisell e Don Byron (peraltro serata emozionante ed indimenticabile!).

Il centro realizza laboratori didattici dedicati ad adulti e ragazzi?
I laboratori didattici sono uno dei nostri progetti per i quali al momento non abbiamo fondi a sufficienza. Appena ve ne sarà la possibilità li attiveremo.
Ex3 è uno dei principali promotori della prima edizione del Premio Toscana Contemporanea, realizzato in collaborazione con gli enti locali. A chi è rivolto questo premio e cosa vi ha spinto a realizzarlo?
Crediamo che il legame con il territorio debba essere dimostrato non solo a parole ma anche con proposte concrete. Il Premio Toscana Contemporanea vuole proporre l’eccellenza dell’arte prodotta dai giovani artisti della regione sottoponendoli al giudizio di una giuria internazionale e dando l’opportunità al vincitore di una mostra nella Main Room di EX3, un catalogo ed una acquisizione che il Museo Pecci, che ha la qualifica di Museo Regionale, finanzierà per la propria collezione.
Come le appare, oggi, la città di Firenze? Ritiene che sia difficile riscontrare – al momento attuale – quel fervore che l’ha resa grande durante il rinascimento, o vi sono – dal suo punto di vista – dei segnali che lasciano trasparire una certa vivacità ed una rinnovata voglia di fare e di mettersi in gioco?
A me pare che Firenze da molto tempo non vivesse un periodo così vivace e, lasciatemi dire, concreto. Abbandonati i progetti faraonici chiaramente irrealizzabili, si è costruita una rete fitta di istituzioni che lavorano ad alto livello sul tessuto contemporaneo(Museo Marini, Strozzina, EX3, Fabbrica Europa, Schermo dell’Arte, Cango, Tempo Reale, tanto per fare alcuni nomi) formando quell’idea di “museo diffuso” che se ben comunicata riuscirà (ed in parte ci sta già riuscendo) a riportare Firenze al centro della vita culturale italiana ed internazionale.
Un progetto come l’Ex3 può contribuire ad offrire una nuova immagine della città?
EX3 può essere importante in maniera diretta con le sue mostre e le sue iniziative, ma anche in modo indiretto contribuendo a ridisegnare la mappa della città togliendole quella patina di retorica costruita intorno all’idea di città turistica nel senso più vecchio del termine. Il turista moderno ama conciliare la visita di musei e monumenti dedicati all’antico con nuove esperienze e nuovi luoghi. Noi ci proponiamo per inserirsi in questi “itinerari aggiornati”.

Si sono da poco concluse le due mostre dedicate rispettivamente a Julian Rosefeldt e a Ian Tweedy. Come giudica questi primi mesi di attività, sia in termini di obiettivi raggiunti che di risposta da parte del pubblico?
Le mostre di Rosefeldt e Tweedy sono state per noi un grande successo. Senza poter contare su budget considerevoli abbiamo attirato quasi cinquemila visitatori in poco più di due mesi, con una risposta di critica e stampa davvero lusinghiera. Il nostro responsabile della Comunicazione, Neri Torrigiani, ed il nostro ufficio stampa, Davis&Franceschini, hanno lavorato egregiamente. Sicuramente abbiamo beneficiato dell’effetto novità ma ci pare che siano state apprezzate le scelte degli artisti e l’approccio organizzativo ed anche umano che abbiamo voluto proporre. Essere disponibili e gentili non è difficile, ma bisogna volerlo e non sempre questa città dimostra questa volontà.
Cosa prevede, infine, il programma espositivo per il 2010?
Il prossimo 12 febbraio apriranno le mostre di Eva Marisaldi e del duo svizzero Tayio Onorato & Nico Krebs (questi ultimi per la prima volta in Italia). Poi seguirà la mostra del vincitore del Premio Toscana Contemporanea. Il resto del programma, già ampiamente definito, ha bisogno ancora di precisare alcuni dettagli organizzativi. Seguite il nostro sito www.ex3.it e scoprirete presto tutto quanto!









