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Musei: a Gorizia il più grande museo europeo dedicato alla Prima Guerra Mondiale. All’aperto, coinvolgerà 6 comuni

- di Redazione  -

25 gennaio 2010

grandeguerraIl più grande museo d’Europa dedicato alla Prima guerra mondiale, realizzato all’aperto con tecniche interattive per promuovere il turismo sul Carso goriziano: è quanto prevede il protocollo d’intesa siglato il 22 gennaio a Trieste. Il documento – informa una nota della Giunta regionale – è stato sottoscritto dal sottosegretario alla Difesa Giuseppe Cossiga, dal presidente della Regione Friuli Venezia Giulia Renzo Tondo, dal presidente della Provincia di Gorizia Enrico Gherghetta, da quello della Camera di commercio, Emilio Sgarlata, e dai sindaci dei sei Comuni del Carso isontino interessati.

«Il ministero della Difesa – ha detto il sottosegretario Cossiga – ha il compito di tutelare la memoria e la sacralità dei luoghi. Crediamo che l’accordo firmato oggi sia di estrema importanza, lo consideriamo anzi un modello su come realizzare nel migliore dei modi questo obiettivo». Il presidente Tondo ha sottolineato come i luoghi della memoria, di cui il Friuli Venezia Giulia è ricco, rappresentino un patrimonio storico da trasmettere alle nuove generazioni, ma anche un’occasione di promozione turistica e quindi di sviluppo per l’intera Regione.

Per il presidente della Provincia di Gorizia Gherghetta «si realizza un sogno». La Provincia, che secondo il protocollo avrà il ruolo di ente coordinatore, intende lanciare un bando di idee su scala europea. L’obiettivo è portare a termine il progetto entro il 2011, con un investimento stimato in 4,8 milioni di euro.

L’idea del museo all’aperto parte dalla constatazione che il territorio del Carso si presenta come un ambiente naturale suggestivo ma poco curato, come un sito storico di grande interesse ma non ancora sufficientemente valorizzato. Per far scoprire e riscoprire il Carso si punta quindi alla sistemazione organica dei luoghi e delle testimonianze della memoria della Prima guerra mondiale, per «metterli a sistema» e raccordarli poi in percorsi tematici che sappiano valorizzare la storia e nello stesso tempo l’ambiente circostante. Di questi luoghi della memoria un elemento centrale è proprio la zona monumentale del Monte San Michele, sottoposto all’alta sorveglianza del Commissariato generale onoranze dei caduti in guerra.
Fonte: Il Gazzettino

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