Beni culturali: terminato il restauro di Villa Corsini a Castello. La presentazione il 23 gennaio
- di Redazione -
22 gennaio 2010
Villa Corsini a Castello costituisce uno degli esempi più rappresentativi dell’architettura fiorentina del tardo Barocco. Non vi è dubbio che proprio la sua posizione, al centro di una sorta di spazio ideale che comprende a est la villa medicea della Petraia e a nord la villa di Castello, anch’essa appartenuta ai Medici, fu una delle principali ragioni che indussero Filippo Corsini, consigliere del granduca Cosimo III, ad acquistare l’edificio per trasformarlo in una dimora di campagna degna della fama e della ricchezza della sua famiglia. La villa che fu comperata dai Corsini sul finire del XVII secolo, non era, tuttavia, priva di una sua essenziale e sobria monumentalità, ancora apprezzabile nelle linee architettoniche della facciata posteriore. L’edificio originario, posseduto dal quarto decennio del XV secolo dalla famiglia dei Rinieri, ebbe anche l’onore di una menzione da parte del Vasari nelle sue celebri Vite che lodò la splendida scultura in pietra serena del fiume Arno opera del Tribolo, posta negli anni quaranta del Cinquecento ad ornamento del parco della villa.
Villa Corsini è oggi anche il prezioso scrigno nel quale è custodita una raccolta di sculture antiche fra le prime a Firenze per numero e qualità. In effetti, la quasi totalità delle opere conservate nella villa ha condiviso le vicende collezionistiche dei marmi antichi che per secoli avevano abbellito palazzi e ville granducali. Già in passato la residenza era stata utilizzata come deposito del Museo Archeologico per ospitare la collezione di marmi antichi che tra la fine dell’Ottocento e la prima metà del Novecento erano confluiti nelle collezioni archeologiche assieme ai preziosi monumenti etruschi che un tempo costituivano parte integrante del Museo Centrale Topografico dell’Etruria. Le sculture, fra le quali sono da annoverare autentici capolavori quali l’Arianna o il togato in porfido, sono state oggetto, a partire dalla fine degli anni Novanta del secolo scorso, di un’attenta opera di catalogazione e sistemazione espositiva iniziata da Antonella Romualdi e attualmente coordinata da Fabrizio Paolucci, che si propone di restituire alle opere la leggibilità e la dignità espositiva che meritano. A questa collezione si è riunita una testa di cavallo in marmo, opera eseguita nei primi anni del XVIII secolo da uno scultore della cerchia del Foggini, Francesco Sandrini. Sino agli inizi del XX secolo la scultura fungeva da bocca di fontana della fonte nel boschetto della villa, come illustrano alcune fotografie nella sua sistemazione originaria; fu poi asportata per finire sul mercato antiquario, dove la riconobbe Detlef Heikamp.
Nel 2006 l’opera fu acquistata dal Polo Museale Fiorentino per destinarla alla sua originaria collocazione. “Sono molto fiera di questo acquisto – commenta la Soprintendente Acidini – che corona una lunga e ammirevole opera di recupero della villa .”
La presentazione del restauro della facciata e del suo sistema di illuminazione, che si terrà il prossimo 23 gennaio alle ore 16.00 presso la villa Corsini via Petraia 38, vedrà gli interventi di Cristina Acidini, soprintendente per il Patrimonio Storico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Firenze, di Michele Gremigni, Presidente dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze, di Mario Lolli Ghetti, direttore regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Lazio, e di Antonio Paolucci, direttore dei Musei Vaticani. Nell’occasione sarà anche presentato il volume “Villa Corsini a Castello”, curato da Antonella Romualdi (edizioni Polistampa, Firenze 2009), nel quale sono raccolti i lavori di numerosi studiosi dedicati alla villa, alla sua storia e ai tesori di antica scultura che essa contiene.
Fonte: Mibac













