Musei: a Roma il museo nascerà a Villa Torlonia. I lavori inizieranno prima dell’estate
- di Redazione -
18 gennaio 2010
La sede del museo della Shoah di Roma sarà a Villa Torlona e i lavori prenderanno il via prima dell’estate. Lo ha deliberato il consiglio di amministrazione della fondazione museale riunitosi ieri in Campidoglio. La riunione, a cui hanno partecipato rappresentanti della Comunità ebraica romana, tra cui il presidente Riccardo Pacifici, il sindaco di Roma Gianni Alemanno, il presidente della provincia di Roma Nicola Zingaretti e il vicepresidente della Regione Lazio Esterino Montino, ha quindi accantonato l’ipotesi di altri siti come quello di Forte Braschi o della valle dei Casali. Una scelta, come ha sottolineato Pacifici, “dal particolare significato storico”. Oltre a essere stata, durante il Ventennio, residenza di Benito Mussolini, l’area ha infatti un particolare valore in quanto vi si trova una delle cinque necropoli ebraiche, un complesso di catacombe risalenti al terzo e quarto secolo, testimonianza della presenza a Roma della più antica comunità ebraica d’Europa. Il progetto, la cui propietà intellettuale è stata donata gratuitamente dagli architetti, costerà tra i 15 e i 16 milioni di euro e si svilupperà su cinque piani, tre dei quali interrati. “Il museo della Shoah si farà dove è sempre stato indicato, non ci sono cambi di sede – ha spiegato Montino -. Abbiamo risolto i problemi sulla sua ubicazione e stiamo per chiudere con il progetto preliminare e per iniziare l’iter della conferenza dei servizi”.
Il museo sarà un laboratorio di studio e di ricerca per studenti e adulti: al suo interno sarà realizzato un percorso costruito attorno a fonti di diversa origine come oggetti e documenti originali, informazioni storiche, filmati d’epoca, plastici e grafici. Il progetto del Museo della Shoah è nato nel 2006 con l’amministrazione Veltroni e doveva essere inaugurato nel 2008, ma questioni burocratiche e le elezioni amministrative che hanno portato al cambio della giunta comunale ne hanno ritardato la realizzazione. Polemiche sul progetto sono state sollevate delle associazioni dei residenti, preoccupati per le scelte strutturali previste, oltre che per la privazione di oltre tremila metri quadrati del parco romano di via Nomentana. Il sindaco capitolino ha spiegato che verranno apportate delle modifiche che riguarderanno l’esterno e l’aspetto funzionale “perché la direzione scientifica del Museo – ha spiegato Alemanno – ha fatto delle richieste di modifica per avere più spazio per la didattica”. Inizialmente il museo dedicato alla Shoah vedeva contrapposte due proposte. Da una parte Roma e dall’altra Ferrara, prima città in Italia a progettare una struttura permanente sul tema dell’Olocausto e dell’ebraismo. Poi la decisione di far diventare per decreto il museo emiliano, Museo Nazionale dell’ebraismo, ha risolto salomonicamente la vicenda.
Fonte: Il Velino









