Beni culturali: nel 2009 beni recuperati per un valore di 165 milioni. Lo ha rivelato il nucleo dei Carabinieri per la tutela del patrimonio culturale
- di Redazione -
16 gennaio 2010
Il bilancio tracciato dal generale Gianni Nistri, alla presenza del sottosegretario ai Beni Culturali Francesco Giro e del segretario generale del ministero Giuseppe Proietti, sull’attività del nucleo dei Carabinieri per la tutela del patrimonio culturale, ha messo in evidenza il calo dei furti d’arte e dei saccheggi archeologici. Il 2009 infatti si è chiuso con un bilancio positivo che ha visto un aumento dei beni recuperati di +59.4% per un valore di 165 milioni e una diminuzione dei furti rispetto al 2008 del 14.5%. Il calo dei furti più significativo riguarda il settore museale, diminuiti del 29%, mentre per il privato del -15.3%, e per le chiese del -11.5% (soggetti tradizionalmente più investiti da questo problema). La tendenza alla diminuzione riguarda un po’ tutte le regioni, anche se Lazio, Toscana, Lombardia e Piemonte rimangono ai vertici della classifica dei luoghi maggiormente saccheggiati. Meno colpite dal fenomeno, come del resto era anche negli anni passati, Valle d’Aosta (un solo furto nel 2009) e Molise. Ma il dato più eclatante riguarda il calo degli scavi clandestini accertati: 58 nel 2009 a fronte dei 238 del 2008. In compenso però aumenta il numero dei tombaroli denunciati a cui, inoltre, si affianca la crescita del mercato illecito sul web con una serie crescente di traffici online. Nel biennio 2008-2009 sono stati individuati e sequestrati oltre 42mila beni di vario tipo e natura grazie al monitoraggio di siti specializzati: nel 78% dei casi, le persone coinvolte in questi commerci illegali sono liberi professionisti, ai quali si aggiunge un 9% di impiegati. “Non incalliti criminali quindi – commenta il generale – bensì colletti bianchi, ignari dei riflessi penali che comportano questo tipo di azioni”.









