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Turismo: secondo l’Istat sono in crescita gli occupati del settore

- di Redazione  -

14 gennaio 2010

albergo_portiereLe attività turistiche sono caratterizzate da un’elevata intensità di lavoro: l’occupazione del settore rappresenta, perciò,una misura sia della sua dimensione, sia delle opportunità occupazionali che esso offre. Lo si legge nella recente indagine Istat “Noi Italia”.
In Italia, nel 2008, un occupato su 20 lavora nel turismo, valore superiore a quello medio europeo e in costante crescita. Secono la definizione utilizzata nella ricerca – secondo la classificazione Nace Rev.2 delle attività economiche – sono coinvolti i lavoratori di: alberghi e strutture simili, alloggi per vacanze e altre strutture per brevi soggiorni (villaggi turistici, ostelli della gioventù, rifugi dimontagna, colonie marine e montane, affittacamere per brevi soggiorni, case ed appartamenti pervacanze, bed & breakfast, residence e alloggi connessi alle aziende agricole), aree di campeggio e aree attrezzate per camper e roulotte ed altri alloggi.
L’indicatore utilizzato è dato dal rapporto percentuale tra numero di occupati nel settore del turismo e totale degli occupati.
L’Italia, nell’ambito dei paesi Ue27, è l’ottavo paese per quota di occupati nel settore turistico (5 per cento). Prima dell’Italia si collocano Malta (8,4 per cento), Spagna (7,2 per cento), Grecia (6,9 per cento), Cipro (6,7 per cento), Portogallo, Austria e Irlanda (tutte con il 6,1 per cento). In coda alla graduatoria Polonia e Romania, rispettivamente con quote del 1,9 e del 1,6 per cento.
Nel 2008, gli occupati nel settore del turismo sono poco meno di 1 milione e 200 mila unità, pari al 5,0 per cento degli occupati totali. Tra le ripartizioni non si rilevano elevate differenze della quota di occupati nel turismo: nel Nord-ovest si registra quella più bassa (4,4 per cento), nel Centro quella più alta (5,7 per cento) A livello regionale la situazione è più variabile.
Le regioni con una maggiore quota di occupati nel settore turistico sono la Valle d’Aosta e la provincia autonoma di Bolzano (rispettivamente 8,7 e 10,8 per cento), seguite da Liguria e Toscana (entrambi con 6,8 per cento) e dalla Sardegna (6,4 per cento). La più bassa quota di occupati nel settore si osserva in Basilicata e in Lombardia (entrambe al 3,9 per cento). Tra il 2004 e il 2008 la quota di occupati del settore è aumentata di 0,4 punti percentuali. Questa tendenza non è però condivisa da tutte le aree.
L’incremento è stato più accentuato nel Centro (+1,0 punti), grazie soprattutto all’apporto della Toscana (+1,9); mentre nel Nord-est si registra un lieve calo (-0,1), frutto di variazioni inferiori a quella media di tutte le sue aree a eccezione della provincia autonoma di Bolzano. In particolare, Friuli-Venezia Giulia ed Emilia-Romagna registrano un calo della quota di occupati del turismo. Tra le regioni in cui il peso occupazionale del turismo è aumentato di più vi sono, oltre alla Toscana, l’Abruzzo (+1,8) e la Calabria (+1,3).

Fonte: Istat

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