Genova. “Così vicina così lontana. Arte in Albania prima e dopo il 1990”. Mostra fino al 7 febbraio
- di Redazione -
25 novembre 2009
Inserita nel contesto delle iniziative dedicate dalla città di Genova ai mutamenti che hanno coinvolto lo scenario internazionale e, in particolare, l´Europa dopo la caduta del muro di Berlino e quasi in coincidenza con la Biennale di Tirana – ormai tra le più importanti manifestazioni d´arte internazionali – il Museo d´Arte Contemporanea di Villa Croce presenta la mostra “Così vicina così lontana. Arte in Albania prima e dopo il 1990”, organizzata in collaborazione con la Galleria Nazionale d´Arte di Tirana, la Galeria Kombetare e Arteve, e la Fondazione Regionale per la Cultura e lo Spettacolo – Wolfsoniana.
L´esposizione, curata da Matteo Fochessati, Rubens Shima e Sandra Solimano, intende rappresentare per immagini i profondi cambiamenti che l´avvento della democrazia ha determinato nella società, nella politica, nella cultura e nella vita individuale e collettiva albanese. Opere di artisti emergenti, protagonisti di un contesto artistico caratterizzato dalla propensione a rapportarsi con lo scenario internazionale, dialogano e si confrontano con opere del realismo socialista provenienti dalla Galleria Nazionale d´Arte di Tirana.
Oltre a porre uno sguardo, seppure parziale, sulla realtà albanese e sulla sua lenta e contraddittoria uscita dai retaggi culturali ereditati dal regime, questa mostra, attraverso una comune scansione tematica, si propone dunque di innescare un cortocircuito tra le opere realizzate prima e dopo il 1990, anno della caduta del regime. Se infatti le esperienze figurative del realismo socialista albanese, come avviene in genere nelle manifestazioni artistiche dei paesi totalitari, diffondevano l´illusione di una gioiosa esistenza collettiva, le ricerche più recenti, caduta la cappa della retorica propagandistica, si propongono invece di analizzare, talvolta anche attraverso una chiave di lettura ironica, le contraddizioni della società odierna.
I temi affrontati sono la quotidianità, il lavoro, l´educazione scolastica, la città e la piazza, la condizione della donna e della vita di coppia; uno sguardo particolare è poi dedicato al ruolo dei media, al volto del potere e al ruolo dell´artista.
L´accostamento su un analogo soggetto di opere così vicine cronologicamente ma così lontane per ispirazione e sensibilità estetica è un´efficace testimonianza delle recenti trasformazioni di un paese in cerca della propria identità, ma anche l´esempio di un più globale cambiamento che, al di là delle diverse vicende politiche, coinvolge società e nazioni in cui la discontinuità tra passato prossimo e presente è stata meno traumatica.
Artisti in mostra
Kujtim Buza, Klirim Ceka, Perikli Culi, Myrteza Fushekati, Gentian Gjkopulli, Alban Hajdinaj, Oriana Kamberi, Shpetim Kercova, Vilson Kilica, Idlir Koka, Xhemal Lufta, Elsa Martini, Pandi Mele, Aristotel Papa, Alvas Papandili, Heldi Pema, Suela Qoshja, Bukurosk Seydini, Agim Shami, Orion Shima, Sali Shijaku, Gentian Shkurti, Aleidin Tabaku, Leke Tasi, Driant Zeneli, Eltjon Valle.
Catalogo Silvana Editoriale (italiano /inglese) con testi di Matteo Fochessati, Rubens Shima, Sandra Solimano.
Artisti emergenti dialogano e si confrontano con opere del realismo socialista, rappresentando per immagini i profondi mutamenti che l´avvento della democrazia ha determinato nella società, nella politica e nella vita culturale albanese.
La mostra è visitabile fino al 7 febbraio 2010 presso il Museo di Arte Contemporanea di Villa Croce di Genova.
Orario: Martedì-venerdì 9.00/18.30; sabato e domenica 10.00/18.30; lunedì chiuso
Consulta il sito
Informazioni:
Museo di Arte Contemporanea di Villa Croce
Via J. Ruffini 3 Genova
Tel: 010 580069
museocroce@comune.genova.it
ssolimano@comune.genova.it









