Milano. SETA • ORO • CREMISI. Segreti e tecnologia alla corte dei Visconti e degli Sforza. Fino al 21 febbraio
- di Redazione -
18 novembre 2009
Milano, 1442. L’arrivo a Milano di due setajoli, provenienti da Firenze e da Genova, invitati da Filippo Maria Visconti, porta alla capitale lombarda la lavorazione della seta, dando vita a un’attività e a una tradizione che in molti casi hanno anticipato numerose soluzioni della modernità e ancora oggi rappresentano l’emblema del gusto italiano nel mondo.
Oltre cinque secoli più tardi, la mostra SETA • ORO • CREMISI. Segreti e tecnologia alla corte dei Visconti e degli Sforza, in programma al Museo Poldi Pezzoli fino al 21 febbraio 2010, illustra la straordinaria produzione artistica legata a questa antica tradizione e le sue sorprendenti innovazioni tecnologiche. Saranno presentate circa 50 preziose opere: raffinati velluti a disegno, damaschi e lampassi, per lo più broccati con oro e argento, il rarissimo caftano appartenuto ad un boiardo della Valachia, ricami in seta con oro e perle, carte da gioco, preziosi codici miniati, oreficerie e dipinti. Questi manufatti documentano lo strettissimo intreccio tra le arti suntuarie che caratterizzava la produzione milanese e insieme le origini e lo sviluppo di una nuova attività tessile che, per la complessità e per la rapidità – solo 40 anni – con cui ha raggiunto i vertici ineguagliabili della qualità, ha reso il caso milanese unico nella storia della tessitura serica.
Veri capolavori, che conferiscono ulteriore rilevanza all’esposizione poiché testimoni dei sorprendenti risultati di uno studio – mai fino ad ora così completo ed esaustivo – dedicato ai tessuti auro-serici lombardi del XV secolo. Un’appassionante ricerca, progettata dall’ISAL (Istituto per la Storia dell’Arte Lombarda) e condotta in collaborazione con nove istituzioni europee, che per la prima volta ha documentato con chiarezza l’eccellenza delle tecniche di lavorazione ed è pervenuta al riconoscimento di reperti tessili esistenti che mai nessuno aveva individuato.
Realizzata da Chiara Buss, direttore del Dipartimento Arti Applicate ISAL, e da Annalisa Zanni, direttore del Museo Poldi Pezzoli, SETA • ORO • CREMISI, oltre a guidare il visitatore in un’appassionante scoperta di opere d’arte, alza il sipario sul contesto culturale e sociale alla corte dei Visconti e degli Sforza. Una ricognizione storica dalla quale affiorano le caratteristiche di una città in forte dialogo con l’innovazione, capace di incoraggiare e attrarre competenze tecniche specializzate, di sviluppare tecnologie sofisticate e in grado di conferire valore aggiunto al proprio lavoro. Attitudini, queste, che da sempre hanno rappresentato l’identità del capoluogo lombardo e che hanno fatto di Milano un modello imprenditoriale; attitudini che, grazie alla lente di ingrandimento della mostra, potranno offrire spunti e ispirazioni per ridisegnare il futuro del tessile europeo.
Fra i protagonisti della mostra e dell’evoluzione tessile milanese, c’è il cremisi. Una sostanza colorante derivata dalla cocciniglia che, nelle sue innumerevoli tonalità del rosso – dall’arancio al bruno – domina le sale espositive esaltando il gusto raffinato dei setajoli lombardi ma, al tempo stesso, rivela anche l’articolato e modernissimo contesto economico dell’epoca. Milioni e milioni di cocciniglie, di provenienza orientale o mediterranea, erano al centro di serrate trattative commerciali che si svolgevano anche in mercati molto lontani: da Bagdad alle coste del Mar Nero. Prodotto molto pregiato e costoso, il cremisi era considerato ovunque, dall’Europa alla Cina, un elemento imprescindibile nella determinazione della qualità e del valore dei tessuti, e dunque nell’organizzazione di un efficiente assetto produttivo, distributivo e di vendita.
In questo scenario affiora inoltre il ruolo primario della manodopera femminile nel campo della filatura della seta e dell’oro. Un ruolo che ha condotto alcune magistrae milanesi a notevole ricchezza e status, al contrario di quanto pare avvenisse in altri centri italiani nello stesso periodo.
Anche il percorso espositivo non è definito dal disegno, ma dalle materie impiegate e dalla raffinatezza delle lavorazioni, ed è stato così pensato per sottolineare quella mistura di lusso e tecnologia che ha identificato la corte più ricca e potente della penisola italiana nella seconda metà del Quattrocento.
Apertura: da mercoledì a lunedì dalle 10.00 alle 18.00. Chiuso martedì
Ingresso: 8 €; ridotto 5,50 €; bambini fino a 10 anni gratuito
Consulta il sito
Informazioni:
Museo Poldi Pezzolli
Via Manzoni 12 Milano
Tel: 02 794889/796334
info@museopoldipezzoli.it









