Musei: al Castello di Rivoli “elezioni” per il nuovo direttore
- di Redazione -
11 novembre 2009
Oggi pomeriggio il consiglio di amministrazione del Castello di Rivoli si riunisce per indicare una rosa di nomi papabili per la direzione dello spazio culturale nel torinese. A parlare al quotidiano La Stampa è Fiorenzo Alfieri assessore alla Cultura del Comune di Torino e membro del consiglio del Museo d’Arte contemporanea del Castello di Rivoli.
Il consiglio si riunisce oggi pomeriggio, sotto la presidenza di Giovanni Minoli, con il compito di selezionare la rosa di nomi fra cui scegliere il nuovo direttore. L’attuale, Carolyn Christov-Bakargiev, è pro tempore: ha ereditato fino al 31 ottobre (con proroga al 31 dicembre) il ruolo che fu di Ida Gianelli, ma è in partenza per curare la prossima edizione di «Documenta», la quinquennale mostra di Kassel.
Si parla di primarie per l’elezione del direttore perché il procedimento con cui si arriva a selezionare oggi la rosa dei nomi è una sorta di votazione che ha coinvolto a vari livelli il mondo dell’arte torinese e internazionale. L’assessore alla Cultura della Regione, Gianni Oliva, non faceva mistero di veder bene, al posto della Gianelli, Andrea Bellini, il direttore di Artissima, la fiera di Torino. Ma questa scelta, che si ipotizzava attraverso una chiamata diretta, aveva suscitato non poche proteste. Così il nuovo consiglio, insediato a fine settembre, ha deciso di seguire un’altra strada.
“A me – dice Rudy Fuchs, il critico olandese che fu alla guida del museo, dalla sua fondazione nel 1984 fino al 1989 – è stato chiesto di indicare cinque nomi di personalità del mondo dell’arte contemporanea che ritenessi in grado di dirigere il Castello”.
Oltre agli ex direttori di Rivoli, Rudy Fuchs e Ida Gianelli, e alla attuale, sono stati coinvolti nelle “primarie”, ciascuno con la proposta di cinque nomi, anche i vertici delle più importanti istituzioni artistiche torinesi, da Danilo Eccher della Gam a Beatrice Merz dell’omonima fondazione a Francesco Bonami, della Fondazione Sandretto.
A loro si aggiungono personalità internazionali come Nick Serota, direttore della Tate di Londra, e Manuel Borja-Villel, direttore del museo Reina Sofia di Madrid (fanno parte entrambi del pool di esperti della Fondazione Crt per le acquisizioni), oltre ai direttori di musei di San Francisco, Berlino, Eindhoven.
Poi c’è Bellini, che sebbene non abbia riscosso molto gradimento alle primarie rientra comunque nella rosa. Il consiglio non può certo escludere il “candidato” di Oliva: la Regione copre con 3 milioni di euro il 75 per cento del budget di Rivoli.
In pole position alcuni dei nomi che hanno già girato nei mesi scorsi, ad esempio il critico argentino Carlos Basualdo, che ha collaborato felicemente con Bonami alla Biennale del 2003 (difficile che questi non l’abbia indicato). Poi Daniel Birnbaum, forte del successo di Venezia (la Biennale si chiuderà il 22 novembre con 400 mila visitatori, un record storico), ma anche di un positivo lavoro fatto con le istituzioni locali per la Triennale di Torino. E c’è Massimiliano Gioni, direttore della Fondazione Trussardi di Milano.
Tra le “new entries”, il nigeriano Okwui Enzewor, già curatore di Documenta nel 2002 e direttore del San Francisco Art Institute (facile che sia stato indicato dai grandi elettori americani e inglesi). Poi lo svizzero Hans Ulrich Obrist, direttore della Serpentine Gallery di Londra, ma anche curatore del “Tempo del Postino” a Basilea (probabile che il suo nome sia stato fatto non solo da tedeschi e inglesi). Quindi l’ungherese Leonard Hegyi, direttore del museo di Saint-Etienne, e Charles Esche, direttore del Vanabbemuseum di Eindhoven, che, pur essendo tra gli elettori, secondo molti sarebbe il direttore ideale per Rivoli.
A ciascuno di questi, se accetta, sarà chiesto di preparare un progetto per il Castello. Il cda farà una serie di colloqui ed entro Natale dovrebbe esserci il nome del nuovo direttore.
Fonte: La Stampa









