Milano. Acrobazie#5 Flavio Favelli: arte in un ospedale psichiatrico. Fino al 20 dicembre
Si terrà fino al 20 dicembre 2009 la quinta edizione del progetto Acrobazie, a cura di Elisa Fulco e promosso da UniCredit Group, che quest’anno conta sulla presenza dell’artista Flavio Favelli.
Acrobazie#5 Flavio Favelli prosegue il dialogo avviato tra i giovani artisti e l’Arte Outsider degli autori dell’Atelier di Pittura Adriano e Michele, ospitato all’interno del Centro di Riabilitazione Psichiatrica del Fatebenefratelli di San Colombano al Lambro (Mi).
Lo scopo di Acrobazie sin dagli esordi è quello di spostare l’arte dal centro alle periferie, e di investire positivamente un luogo, l’ospedale psichiatrico, sul quale grava un pregiudizio sociale e culturale.
In occasione di workshop all’interno dell’Atelier, gli artisti invitati propongono un tema affine alla loro ricerca da condividere con i pazienti, il risultato è una mostra con interventi site specific che rispecchia la varietà dei linguaggi adottati: performance, video, installazioni.
L’artista Flavio Favelli, per la prima volta nella storia di Acrobazie, ha realizzato un’opera permanente su scala architettonica, appositamente pensata per gli spazi di San Colombano, dal titolo Studiolo da esposizione, inaugurando una serie di interventi riqualificativi in grado di accogliere in chiave museale le future edizioni del progetto Acrobazie e la collezione di Arte Outsider dell’Atelier di Pittura Adriano e Michele.
Una sorta di gabinetto rinascimentale che, rivestendo l’intera superficie del Centro (oltre 300 mq) con pavimento e pareti lignee, ospita le complesse installazioni e i disegni di Flavio Favelli, insieme a quelli degli autori dell’Atelier di Pittura Adriano e Michele, in cui si intrecciano arte, arredo, design e moda. Studiolo da esposizione è una scatola rossa, la cui tonalità ricorda i vecchi allestimenti museali, attraversata da un decoro tratto dalla rielaborazione del motivo cinese del vaso dell’amarena Fabbri.
La mostra propone inoltre una riflessione sottile sulla dialettica tra marchio ed etichetta, riconoscimento e anonimato,serialità e fatto a mano. Un tema che si arricchisce di nuovi significati se applicato alla malattia mentale, che, più di altre infermità, tende a marchiare e ad etichettare i pazienti, portatori di valori negativi e sino in tempi recenti privati anche della propria identità: del nome ma soprattutto del cognome.In particolare l’artista ha sottoposto agli autori dell’Atelier tutti gli elementi che compongono e costituiscono l’universo del marchio (sigla visiva, segno grafico, logo, logotipo, carattere), nonché oggetti icona del Made in Italy, scomposti e riproposti in una versione personale e addomesticata. Come in una sorta di esercitazione scolastica, tutti gli artisti coinvolti nel progetto hanno lavorato su un tema dato (la bottiglia Martini, i motivi decorativi dell’amarena Fabbri, lo spremiagrumi di Philippe Starck dell’Alessi, il cane a sei zampe dell’Eni), dando vita ad uno scambio e ad una continuità visiva dettata dall’adozione di uno stesso soggetto, che citato e riletto da ciascuno di loro, compreso lo stesso Favelli, genera ripetizioni differenti, nonché dei falsi autentici, in cui si assiste al riconoscimento del segno (l’identità dell’autore) e al fraintendimento: cosa appartiene a chi.
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Informazioni:
Gabriella Vincenti
Atelier di pittura Adriano e Michele
Tel: 0371 207225
Fax: 0371 207234
atelier689@fatebenefratelli.it


