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Enti locali: al via Open Days, la settimana europea delle regioni e delle città a Bruxelles

- di Redazione  -

6 ottobre 2009

Al via a Bruxelles gli Open days 2009, la settimana europea delle regioni e delle città, organizzata dalla Commissione europea e dal Comitato delle regioni dell’Ue.

Più di 7.000 cittadini europei, politici, operatori professionali e rappresentanti di imprese, della società civile e del mondo accademico parteciperanno a 125 seminari e ad altri eventi che si terranno a Bruxelles. I partecipanti verranno non solo dall’Europa ma anche dagli Stati Uniti, dalla Cina e dall’India.

Obiettivo di questo evento della durata di quattro giorni è far sì che le regioni e le città scambino idee su tutta una serie di tematiche che vanno dal potenziamento dello sviluppo economico e dal contenimento dell’attuale recessione alle sfide di lungo periodo in materia di cambiamento climatico. All’insegna degli Open days negli Stati membri si svolgeranno altri 230 eventi locali.

Sono 213 le regioni e le città che partecipano agli Open days 2009 e stanno lavorando su gruppi di tematiche quali l’innovazione o la sanità pubblica. I seminari che si tengono quest’anno sono imperniati su quattro tematiche principali: far ripartire la crescita: l’innovazione nelle città e regioni europee; le regioni e il cambiamento climatico: la via europea allo sviluppo regionale sostenibile; cooperazione territoriale: lavorare assieme al di là delle frontiere; produrre risultati e guardare al futuro: valutazione della politica di coesione dell’UE e prospettive future.

“L’Europa, i suoi Stati membri e le sue regioni – ha affermato il presidente della Commissione, José Manuel Barroso – devono investire in grandi cambiamenti innovativi per uscire dalla crisi, per preservare il modello europeo di società e rimanere competitivi su scala mondiale. La globalizzazione non é la nemica della sussidiarietà. Anzi è l’esatto contrario. Le regioni si trovano in prima linea per quanto concerne l’acquisizione di know-how, l’attività economica, l’occupazione, la coesione sociale e l’innovazione”.
Fonte: Ansa

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