Tra una necropoli e un centro commerciale, arriva il nuovo stadio della A.S Roma
- di Chiara Laterza -
Appena presentato, il nuovo stadio della As Roma intitolato a Franco Sensi già fa discutere: il grande complesso residenziale che vi nascerà attorno sembra non essere adatto alle imposizioni urbanistiche e territoriali della zona…
30 settembre 2009
C’è chi dice servirà esclusivamente per pagare lo stipendio a Totti, chi crede serva solo a coprire delle importanti operazioni immobiliari e chi invece ritiene sia indispensabile affinché il calcio non diventi solo quello della pay-tv. In tutti casi, il nuovo stadio dell’A.S. Roma fa discutere proprio tutti, a solo un giorno dalla presentazione ufficiale.
Sorgerà alla Massimina, zona Boccea, il nuovo impianto sportivo avveniristico intitolato a Franco Sensi, progettato dall’architetto Gino Zavanella: 55 mila posti a sedere (contro gli 81 mila dell’olimpico), un museo sotterraneo dedicato al club, materiali ecocompatibili e pannelli fotovoltaici e persino uno spazio per il baby-sitting…tutto questo con un campo di calcio a soli 68 metri di distanza dal pubblico a dispetto dei 96 dell’Olimpico, progettato non per il calcio ma per l’atletica leggera.
Vi sorgeranno nei dintorni: l’outlet più grande d’Europa, il terzo mega Store Ikea della capitale, bar, ristoranti, piscine e circoli sportivi. Diventerà quindi una sorta di “città della Roma all’interno di Roma”.
Qualcuno ha però avuto da ridire sui progetti del nuovo stadio. I tifosi della Lazio? Probabilmente, ma di certo non solo loro: Francesco Giro, sottosegretario dei beni culturali ha puntualizzato di “non essere d’accordo sulla possibilità di costruire due stadi a Roma in un territorio fragilissimo dal punto di vista del patrimonio artistico e culturale”.
Roberto Della Seta, capogruppo in commissione ambiente rincara la dose: “Si costruiranno milioni di metri cubi di cemento in un’area che in base al piano regolatore entrato in vigore pochi mesi fa è agricola e non fabbricabile: questa è la ragione vera della localizzazione proposta, perché il valore di quei terreni da un giorno all’altro salirà di cento volte. Quello che per i soliti noti sarà un affare da sei o sette zeri, per i romani si tradurrà in un danno secco: lo stadio, il mega-centro commerciale, le migliaia di appartamenti, sorgeranno infatti dove non arriva la metropolitana, e dunque saranno raggiungibili quasi soltanto in automobile”.
Oltre alla questione urbanistica, finanziaria e territoriale, non è da tralasciare quella legata ai beni culturali: nella zona prescelta nel progetto è stata infatti rinvenuta nelle scorse settimane una necropoli romana e una villa di età imperiale. La cartografia inoltre parla chiaro: indica su tutti i 45 ettari del progetto un “diffuso interesse archeologico” che metterà a repentaglio innanzitutto l’inizio degli scavi per la metropolitana prevista nella zona adiacente di Casalotti, e, di conseguenza, tutto il progetto.
Le perplessità maggiori non riguardano tanto lo stadio come unico complesso, ma l’intero mondo che ne nascerebbe attorno, costruito senza le adeguate misure urbanistiche in materia di cubature e di permessi alla costruzione.
Strano gioco della sorte visto che, proprio circa 20 giorni fa, stessi dubbi erano stati sollevati anche al progetto preliminare dello stadio della S.S. Lazio presentato dal presidente Claudio Lotito. I tecnici avrebbero infatti rilevato che le strutture a corredo dello stadio, ovvero servizi e ristoranti occuperebbero un’area troppo vasta.
Chi otterrà prima il proprio stadio? Che ne sarà del caro e vecchio Olimpico? Un nuovo derby della Capitale sta per cominciare.









