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Arte: torna a Santa Maria Novella il Crocifisso ligneo di Filippo Brunelleschi

- di Redazione  -

23 settembre 2009

Torna nella Cappella dei Gondi della basilica di Santa Maria Novella, al termine di un intervento di ripristino durato circa nove mesi, il Crocifisso ligneo di Filippo Brunelleschi.

Ugo Muccini, il curatore del progetto ha dichiarato che il restauro “ha riguardato l’intero apparato decorativo: marmi, pavimenti, altare, vetrata e persino gli affreschi raffigurati nelle vele della volta, attribuiti a pittori greci attivi a Firenze alla fine del Duecento”. Del crocifisso brunelleschiano si è occupato l’Opificio delle pietre dure che ha rimosso, ha spiegato la sovrintendente Lapi, “alcune vecchie stuccature effettuate in precedenti restauri e recuperandone accuratamente la policromia originale”. Alla presentazione dell’operazione sono intervenuti, tra gli altri, la sovrintendente al polo museale fiorentino Cristina Acidini, la sovrintendente dell’Opificio delle Pietre dure Isabella Lapi, il presidente dell’opera per Santa Maria Novella Padre Alessandro Salucci, il direttore generale della Cassa di Risparmio di Firenze Antonio Gherdovich e il presidente del consiglio comunale Eugenio Giani.
Ancora una volta il felice compimento di un restauro altrettanto impegnativo e delicato come quelli che lo hanno preceduto, si deve al concorso di più soggetti, pubblici e privati, innanzitutto l’ente proprietario, il Ministero dell’Interno attraverso il Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione – Direzione Centrale per l’Amministrazione del Fondo Edifici di Culto, il Polo Museale Fiorentino e la Soprintendenza per i Beni Ambientali e Architettonici e, ancora, l’Opificio delle Pietre Dure che ha seguito e monitorato il Crocifisso di Brunelleschi, il quale torna nella Cappella Gondi dopo un lungo periodo di assenza. Tra i privati, L’Ente Cassa di Risparmio di Firenze, che dal 1997 è periodicamente impegnato per la Chiesa e il Quartiere di Santa Maria Novella, ha finanziato l’iniziativa (250.000 Euro), confermando un ruolo di ‘testimonial’ attivo in un’area del centro storico di notevole rilevanza storica ed artistica.

 

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