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Spazi urbani: a Milano nasce NABAStore, un temporary shop dedicato alle creazioni di studenti e docenti NABA

- di Redazione  -

18 settembre 2009

Mercoledì 23 settembre nasce NABAStore, un temporary shop dedicato alle creazioni di studenti e docenti NABA, che trovano così l’occasione di esporre e mettere in vendita i loro lavori.
Intanto, per iniziare, abbiamo raccolto abiti, magliette, manifesti, puppets, piccole installazioni, quadri, foto, accessori vari, festoni, piume, segnali, figure, bandiere, maniglie, aste, arabeschi, oscillazioni, luci, statue…in un’aggregazione infinita delle allucinazioni, degli incanti e degli abissi presenti nella nostra mente.
E l’elenco diventerà sempre più lungo, seguendo di pari passo la creatività NABA.
Entrare in NABAStore significa infatti osservare da vicino il processo creativo degli artisti e progettisti NABA, che lavorano ogni giorno nello spazio. Un’idea diventa un prodotto finito, pronto per relazionarsi con il contesto esterno e reale, in un circolo virtuoso che il visitatore ha occasione di seguire, dal momento di ideazione, alla realizzazione concreta, fino alla fase conclusiva di un’esperienza di shopping creativo e curioso.

In più, il nuovo distretto culturale satellite di NABA si arricchisce, proprio a fianco di NABAStore, degli spazi di NABAtélier che accolgono mensilmente una mostra, un evento, una performance per narrare come oggi il design ma anche la moda e l’arte esprimono in maniera errabonda un desiderio di dilatazione: i progettisti di oggi sono dei solitari girovaghi che qua e là mettono in scena la loro commedia dell’arte.

La sera dell’inaugurazione, NABAtélier si apre con la performance “Tesori viventi”, alle 19.00 in punto.
L’idea muove dalla constatazione che le ultimissime generazioni di progettisti si organizzano, si mostrano, si promuovono e vengono promosse in un clima di evoluzione mondana e di modernismo economico: ne risulta un panorama di “oggetti di comunicazione” freddi e semplificati, scarni, delicati, timidi ed audaci insieme, privi di retorica ma anche poco emozionanti, vagamente poetici, mai vuoti di contenuto.
Allora si è pensato di radunare in uno spazio “ideale” una moltitudine di persone ognuna delle quali porta con sé un oggetto e proclama la propria idea, in una specie di paradossale intenzione utopica.
Un’ora irripetibile, unica, isolata e pronta a trasformare deboli sogni individuali in serene utopie collettive.

NABAStore accoglie inizialmente il lavoro e le creazioni  di:
- Int55, che in “Grazie Enzo Mari!… Perdonaci Enzo Mari!”, si confrontano con un processo di lavoro basato sulla reinterpretazione dei Metamobili di Mari: il loro progetto “Pixel VS Vector” trae ispirazione dalla pixel-art e prevede l’utilizzo di moduli cubici in legno di differenti dimensioni.
- Cecilia Dosi, con “I Morbidi55imi”, puppets realizzati in pile bianco e nero raffiguranti le 3 icone di Awer, Kunos e Shineroyal, create da Int55.
- Emirjana Bici con “Dai frammenti del corpo all’abito autoritratto”: i frammenti del corpo  suggeriscono tagli, decorazioni, racconti, atmosfere e luoghi dai quali possono nascere ed “abitare” abiti “Autoritratto”. Vestiti e pezzi di stoffa riciclati vengono trasformati, grazie a decorazioni e ricami personalizzati, in abito ideale o abito autoritratto
www.naba.it

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