A Firenze al via la nuova strategia culturale “Florence is the next Florence”
- di Redazione -
18 settembre 2009
On line da ieri il documento ‘provvisorio’ di 16 pagine “Florence is the next Florence – Una strategia per il contemporaneo a Firenze”, una sorta di guida per le future scelte culturali della città elaborata dall’assessore alla cultura Giuliano Da Empoli. Una guida frutto anche di numerosi suggerimenti e opinioni espresse nel corso del Barcamp sul tema tenutosi lo scorso luglio nel Salone dei Cinquecento.
La proposta è quella di far attecchire nel capoluogo toscano una filosofia di fondo per creare un ecosistema, un humus favorevole a insediare, produrre, esportare eventi culturali a 360 gradi rivoluzionando la prospettiva (anche finanziaria) e puntando sull’apertura internazionale, sull’indisciplina, sull’incontro tra arte e scienza e sulla notte. Non solo aggregatore di eventi ma background florido.
Molti i punti sottolineati dall’assessore Da Empoli, partendo dalla consapevolezza che Firenze ha un ruolo da giocare in Europa e nel mondo. “Basta averne voglia” ha detto.
Firenze soffre inoltre del paradossale “peso schiacciante della sua eredità culturale” al pari di Roma e Venezia. Bisogna riuscire a gestirlo ma evitando il modello Bilbao, con il Guggenheim contenitore museale spettacolare, che ha poi indotto a creare cattedrali nel deserto. “Occorrono i contenuti e riconferire alla ricerca degli stessi la priorità”. E inoltre offrire e promuovere strategie completamente nuove. Tra le iniziative già avviate sono citate la riqualificazione del percorso museale di Palazzo Vecchio, la realizzazione di una card per i musei, un’agenda coordinata degli eventi culturali cittadini.
L’assessore ha poi annunciato l’avvio di una ricognizione degli spazi potenzialmente disponibili per il contemporaneo, partendo da quelle che sono già nella disponibilità del Comune arrivando a includere anche altre strutture come cinema e teatri chiusi, strutture industriali e commerciali dismesse.
Sul fronte delle iniziative strategiche si punta all’internazionalizzazione, sia importando il meglio della produzione culturale e intellettuale mondiale, sia rendendo Firenze una sorta di “media hub”, ovvero una Firenze come “base ideale per media e aziende stranieri” proponendo condizioni fisclai favorevoli.









