Modena. “Christian Holstad. I Confess”": installazioni, sculture e disegni in mostra dal 20 settembre al 10 gennaio

- di Redazione  -

14 settembre 2009

i-confessIronico o dissacrante manipolatore di stili, Christian Holstad usa con disinvoltura diverse modalità espressive – scultura, installazione, disegno, collage, assemblage, video e performance – per visionarie incursioni in spazi e situazioni che giocano un ruolo di rivisitazione, o riabilitazione degli immaginari più diversi.
Artista eclettico e versatile non disdegna il ricorso a manufatti artigianali e cuce con ago e filo, e all’occorrenza lavora a maglia e all’uncinetto, nuove interpretazioni di icone, ideologie e oggetti di un passato recente.

Domenica 20 settembre 2009 alle 12,00 inaugurerà a Palazzo Santa Margherita, in corso Canalgrande 103 a Modena, la mostra “Christian Holstad. I Confess”.
Prima personale italiana dell’artista americano, organizzata e coprodotta dalla Galleria Civica di Modena e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, curata da Milovan Farronato, la mostra si accompagna alle iniziative del festivalfilosofia, dedicato quest’anno al tema della Comunità.
Il percorso espositivo presenta installazioni, sculture e disegni inediti, un itinerario personale e crudo che si spinge ad investigare le contraddizioni della società americana contemporanea. Un racconto introspettivo articolato in 12 stazioni successive. Tra ascese e cadute, creatività e dissacrazione, la mostra rivisita le tappe salienti della produzione di Christian Holstad, includendo alcune delle opere più celebri dell’artista americano: le sculture mobiles costruite con abiti usati, grucce e accessori; i serpenti realizzati in tessuti preziosi; una serie di disegni inediti su carta da giornale e foglia oro. L’arte di Holstad si lega visceralmente alla sua manualità, trasformando, in alcuni casi, vestiti e costumi in un bestiario, come accade per i serpenti di Defined Through Deflation and Limits of Exposure (2004-2005).

Strutturata in due ambienti contigui la mostra si apre con una “cappella votiva” realizzata con assi di legno inchiodate tra loro, sulle cui pareti sono affissi dodici disegni inediti, che ripercorrono una personale via crucis. E una seconda stanza, in cui l’illuminazione è capovolta e le opere appese al soffitto sono collegate tra loro da catene che disegnano un improbabile candelabro. Anche in questo caso si tratta di dodici stazioni, dodici tappe introspettive, un itinerario tra visione e allucinazioni, cadute e ascese sul Monte Calvario percorso dalla Comunità americana contemporanea.
“Ed è proprio la società americana – scrive Milovan Farronato – nei suoi paradossi, miti, ideologie e contraddizioni, il suo privilegiato campo d’indagine. In questi meandri si compie la sua “ricerca sentimentale”, e la sua ipotetica confessione. La leggendaria Marilyn Monroe, l’icona pop Maria Veronica Ciccone, l’infausto e grottesco caso del Superman Christopher Reeve sono alcuni dei personaggi che Holstad ha investigato in altrettante opere. E insieme a loro storie di cronaca recente e passata. I titoli stessi di alcune mostre di Holstad sembrano puntare l’accento sul “dominio” e sul “consumismo” americani: American Standard o American Express. Al di là della produzione più propriamente scultorea e installativa, ogni suo disegno ha come base e supporto le immagini e gli articoli delle più importanti testate americane”. La mostra è curata da Milovan Farronato e sarà visitabile dal 20 settembre al 10 gennaio 2010 dal martedì al venerdì dalle 10,30 alle 13,00 e dalle 15,00 alle 18,00. Sabato, domenica e festivi dalle 10,30 alle 18,00. Il lunedì chiuso.
Inaugurazione alla presenza dell’artista domenica 20 settembre 2009 alle ore 12,00
L’ingresso è gratuito.

Consulta il sito 

Informazioni:
Galleria Civica di Modena
Sala Grande di Palazzo Santa Margherita
Corso Canalgrande 103 Modena
Tel: 059 2032911/2032940
Fax: 059 2032932
galcivmo@comune.modena.it

Tags: ,

Lascia un Commento

I campi con * sono obbligatori. Il tuo indirizzo email non sarà reso pubblico!

In alternativa puoi commentare utilizzando il tuo profilo facebook cliccando sul relativo bottone

Connect with Facebook