Estate 2009: Odissea Ponza

- di Chiara Laterza -

L’estate 2009 di Ponza si è aperta nel segno delle contestazioni: dopo i sequestri dei pontili, sono stati posti i sigilli per le attività di noleggio imbarcazioni che, secondo la magistratura occupavano abusivamente lo specchio d’acqua antistante la terraferma con gommoni e lancette. Pesante la ricaduta in termini di presenze turistiche…

12 agosto 2009

ponza-barcheE’ diventato un vero e proprio caso quello dell’isola di Ponza. Partita infatti all’insegna dei divieti, dei sequestri e delle rimozioni, la stagione estiva dell’isola “lunata” sembra non trovare pace: dopo il sequestro dei pontili a giugno, nei primi giorni di agosto la magistratura ha posto i sigilli anche alle imbarcazioni a noleggio che di solito si affittano ai turisti: in segno di protesta hanno incrociato le braccia anche gli addetti agli spostamenti tra i diversi punti dell’isola: nessuno quindi ha potuto, nei giorni scorsi, raggiungere l’isolata spiaggia di Frontone, unica lingua di sabbia accessibile dopo che quella di Chiaia di Luna è stata chiusa per i crolli della falesia.
L’isola e le migliaia di turisti che la vistano ogni giorno, quindi, sono rimasti letteralmente paralizzati nel centro e nel porto, senza possibilità di raggiungere le numerose calette vicine o le limitrofe isole di Ventotene e Zannone.
Sul caso è intervenuto anche il critico Vittorio Sgarbi che ha ipotizzato la possibilità di un progetto preciso dietro ai numerosi sequestri, riguardante la sostituzione delle strutture mobili dei pontili con colate di cemento previste per il nuovo porto.
Nel frattempo, comunque, la situazione è più che mai critica: l’ufficio marittimo e la locale Brigata delle Guardia di Finanza hanno apposto i sigilli a diversi concessionari di attività di noleggio barche. I noleggiatori, secondo la Procura di Latina, hanno occupato abusivamente gli spazi d’acqua dove avevano attraccato le imbarcazione da affittare.
I titolari delle attività di noleggio e locazione devono rispondere quindi dell’occupazione arbitraria di spazi che variano da 200 a 400 metri quadrati in acqua e da 6 a 10 metri quadrati sulle banchine: si è contestato loro, infatti, anche lo spazio, con ombrellone e sedie, attraverso il quale ricevevano i clienti e ritiravano i documenti.
L’attività di noleggio, in sostanza, potrebbe essere svolta ma non occupando lo specchio d’acqua e trascinando quindi le imbarcazioni, di volta in volta, in mare.
La situazione sta inoltre peggiorando a causa della scarsità di carburante sull’isola: la “Maria Maddalena”, la nave adibita al trasporto merci, è in manutenzione e la benzina quindi arriva a singhiozzi.
Inutile immaginare l’enorme danno per l’attività turistica, che proprio ad agosto vede il suo apice massimo. Molte imbarcazioni storiche delle stagioni estive di Ponza, infatti, hanno deciso di cambiare destinazione visti i numerosi disagi che si susseguono ormai da settimane.
“È dal 1992 che aspetto di essere regolarizzata – dichiara Roberta de Melo, proprietaria di uno dei noleggi barche dell’isola sequestrati, al “Messaggero” – e mi hanno concesso l’inizio delle attività anche per questa stagione. Adesso mi sequestrano tutto, è assurdo”. Nel frattempo i commercianti, terrorizzati dalla penuria turistica, pensano anche loro ad una protesta. Per chi ha voglia di protestare, l’estate a Ponza è abbastanza calda da farsi avanti.

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