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Torino. “A Est di niente”: arte contemporanea dall’Asia centrale postsovietica. Dal 29 maggio al 9 novembre

aestdinienteInaugura il 28 maggio 2009 “A EST DI NIENTE – Arte contemporanea dell’Asia centrale postsovietica”, la prima mostra allestita nello spazio della Fondazione 107 che porta a Torino l’arte più innovativa e audace di un’area del mondo misteriosa e carica di fascino, ma tuttavia nota al grande pubblico soprattutto attraverso eventi drammatici che ricordano le logiche del “grande gioco” ottocentesco: la guerra di spie e di reciproche destabilizzazioni tra Impero Zarista e Impero Britannico resa celebre da Rudyard Kipling.
La mostra utilizza il termine Asia Centrale in senso estensivo, includendovi non soltanto le cinque repubbliche già sovietiche (Kazakhstan, Kirgizistan, Uzbekistan, Tadjikistan, Turkmenistan, che insieme al Xing-Xiang ora cinese già formavano il Turkestan ottocentesco), ma anche l’Afghanistan e la Mongolia, che condividono con esse una fase di dominio sovietico e ampie affinità etniche e culturali (larghe minoranze di tutte le cinque repubbliche vivono da decenni in Afghanistan, con cui condividono l’Islam come religione maggioritaria, mentre la Mongolia buddista, dove vive una numerosa comunità kazakha, è la vera e propria culla di quelle civiltà nomadi che hanno segnato la storia e la cultura di tutta l’area in questione).
La configurazione di una Grande Asia Centrale è tra gli eventi maggiori del nuovo millennio e questa mostra intende documentarne l’arte visuale come un fenomeno ampio, innovativo, audace e capace di fare i conti con un tempo di trasformazioni inaudite, che vanno ben oltre il luogo comune della cosiddetta “globalizzazione”, mettendo in campo nuove accelerazioni ideologiche e permettendo il riaffiorare di antiche culture presovietiche e persino preislamiche.
In esposizione più di 100 opere di circa 30 artisti. Insieme ai protagonisti già noti a livello internazionale (i loro lavori sono stati presentati in passate edizioni della Biennale di Venezia) come i kazakhi Said Atabekov, Almagul Menlibayeva e Erbosyn Meldibekov, di cui verranno esposte opere storiche accanto a lavori site specific, saranno proposte le opere di artisti giovani e ancora sconosciuti in Occidente. Le opere sono state selezionate dai curatori Enrico Mascelloni e Valeria Ibraeva in collaborazione con il presidente della fondazione Federico Piccari e con Rosa Maria Falvo, specialista di arte contemporanea dell’Asia e dell’Australia, dopo un lungo lavoro di ricognizione in tutta l’area in esame. La mostra è visitabile dal 29 maggio al 9 novembre dal martedì al sabato dalle ore 16 alle 20 e la domenica dalle ore 12 alle 20. L’ingresso è di 5 euro.

Consulta il sito

Informazioni:
Fondazione 107
Via Sansovino 234 Torino

Ufficio Stampa
Emanuela Bernascone
Tel: 011 19714998
Fax: 011 19791935
info@emanuelabernascone.com
www.emanuelabernascone.com

Redazione


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