Arte: al MAXXI di Roma la prima opera esposta dal 2 aprile. È di Alberto Garutti
- di Redazione -
31 marzo 2009
Cinque finestre che affacciano su via Guido Reni, a Roma, quelle della prima sala pronta ad accogliere un’opera. Da fuori un bagliore di luci sommesso che, all’improvviso, si alza, si accende e abbaglia.
È l’ installazione site-specific che Alberto Garutti ha ideato per il ‘Maxxi‘, il museo delle arti del XXI secolo, progettato da Zaha Hadid e quasi ultimato. Ogni volta che un fulmine cadrà in Italia, una sala del Maxxi, si “accenderà” grazie a una fitta ‘rete’ di lampade collegate con il Cesi, Centro Elettrotecnico Sperimentale Italiano.
L’opera, la prima ad essere ospiata nello spazio del museo, anticipandone la futura attività espositiva, sarà inaugurata giovedì prossimo, alle 19.30, e sarà visibile dall’esterno. L’installazione, che rimarrà allestita fino al 17 maggio, fa parte del ciclo espositivo “Maxxi – Dialoghi con la città“, a cura di Laura Cherubini, che prevede una serie di opere di artisti di fama internazionale che hanno per protagonista la luce e accompagnano la fase conclusiva dei lavori del museo.
“La macchina luminosa allestita nel cuore del museo – spiega Garutti – non vuole ‘rilevare’ un fenomeno elettrico, ma ‘rivelare’ agli spettatori il legame di consanguineita’ tra arte e natura. Immagino – racconta – la sala del Maxxi diventare un luogo sensibile, in grado di perdere le sue dimensioni fisiche e il rapporto con il tempo e trasformarsi in una sorta di ambiente di mediazione tra il cielo e la citta’. Un dispositivo – conclude – in grado di mettere in relazione Roma con tutta l’Italia e di ribadire la vocazione dell’arte ad essere universale”.
Dopo l’intervento di Garutti, il prossimo progetto del ciclo “Maxxi – Dialoghi con la città” prevede un’installazione di Tobias Rehberger.
www.garuttialmaxxi.it
Fonte: MAXXI









