10/03/2009
Premio Strega: chi vince e chi perde
Far prescindere i Premi dagli interessi personali o collettivi di chi li organizza, di chi ne decreta il vincitore e del vincitore stesso è sempre molto difficile. E le polemiche connesse sono spesso inevitabili. Non sorprende, dunque, che a 4 mesi dall’attesissimo e famosissimo Premio Strega già si cominci a parlare delle strategie sottese a far prevalere questo o quell’autore, questo o quel gruppo editoriale. Gli “Amici della Domenica”, 400 esponenti della cultura italiana investiti dall’onere di decretare chi si aggiudicherà l’ambita fascetta, si riuniranno il prossimo luglio al Ninfeo di Villa Giulia a Roma scatenando un processo che ha obiettivi paralleli e riscontri materiali in termini economici e di popolarità.
È indubbio, infatti, che il Premio aiuterà molto il vincitore nella scalata alle vette delle classifiche letterarie italiane, con tutte le conseguenze che ne derivano. Paolo Giordano, trionfatore della scorsa edizione con “La solitudine dei numeri primi” (Mondadori), vi era approdato con 150 mila copie e ne è salpato vantandone oltre 1 milione. In un’ottica più ampia si potrebbe far rientrare il bottino di lettori accumulato in una promozione della lettura che avvicina anche colui che di solito non fruisce cultura ma è attirato dalla posizione strategica dei volumi in libreria e dalla promozione mediatica diffusa che orbita attorno al Premio e ai suoi protagonisti.
Fatto sta che quest’anno qualcosa sembra scuotere gli “Amici della Domenica” che da indiscrezioni (neanche troppo indiscrete) sembra abbiano già deciso a chi assegnare il riconoscimento letterario. Il nome che aleggia tra le mura di casa Bellonci è quello di Daniele Del Giudice, classe 1943, già vincitore del Premio Viareggio (1983), Premio Bergamo (1986), Premio Bagutta(1995), Premio Grinzane Cavour (1998) e Premio Feltrinelli(2002). Nonostante il suo “Orizzonte mobile” (Einaudi) sia uscito nelle librerie solo il 3 marzo scorso, già in tanti sono convinti che siano già presenti tutti gli attributi necessari all’incoronazione. La trama del libro ci riporta ai tempi del caro vecchio Chatwin e alle fantasie avventuriere del nostrano Salgari, consegnandoci taccuini di indomite vicissitudini sugli orli di ghiacciai con marinai in preda alla follia. Per gli appassionati del genere, un classico da leggere tutto d’un fiato. Ed infatti nulla vieterà all’opera e al suo autore un discreto successo indipendententemente dal Premio Strega.
Ostacolo alla proclamazione potrebbe essere, paradossalmente, il potente gruppo che ha edito il romanzo (Einaudi è infatti dal 1994 nelle mani di Mondadori) che già da 2 anni porta a casa la fascetta (Niccolò Ammaniti nel 2007 con “Come Dio comanda” e nel 2008 “La solitudine dei numeri primi” di Paolo Giordano) e che molti esponenti vorrebbero frenare per evitare una sorta di monopolizzazione. Spunta allora il nome di Erri De Luca e del suo “Il giorno prima della felicità” (Feltrinelli) ma negli ambienti letterari è più che nota la sua allergia ai premi e alle convenzionalità e il Premio ha bisogno piuttosto di qualcuno che gli esprima eterna riconoscenza.
Chi vincerà quindi il premio Strega? I candidati sono due: l’autore o il suo gruppo editoriale.
Gli aggiornamenti del Premio Strega su Tafter
Per approfondire:
www.fondazionebellonci.it
www.strega.it


