La regione Toscana verso un marchio di qualità per i musei civici
- di Redazione -
9 febbraio 2009
Un marchio di qualità per i musei civici, sull’esempio della ‘lumachina’ dello slow food, elogio di un modo di viaggiare e visitare posti con ‘lentezza’. È l’idea avanzata, nel Palazzo comunale di Prato, da Elena Pianea, direttrice dei Musei Comunali di Firenze, durante un convegno organizzato dalla Regione Toscana, “I musei civici in Toscana fra tradizione e nuove identità”.
”Conservare i beni culturali – ha sottolineato l’assessore regionale alla cultura Paolo Cocchi – è il dato di partenza, ma è oggi sempre più necessario guardare a una seria ridefinizione per il ruolo stesso dei musei”.
Nei musei civici di Firenze (quelli di Palazzo Vecchio e Santa Maria Novella, lo Storico-Topografico e la Fondazione Salvatore Romano) sono passati, nel 2008, cinquecentomila visitatori. Le relative collezioni civiche (compresi il Forte di Belvedere e la Galleria Rinaldo Carnielo, oggi chiusi, e compreso il Museo Stefano Bardini, che riaprira’ il 4 aprile) raccolgono circa 42 mila oggetti suddivisi in 71 raccolte.
C’è poi da aggiungere, ha spiegato Elena Pianea, una serie importante di chiese acquisite in concessione. La giornata è servita per far conoscere alcuni progetti di sviluppo nei musei civici dell’area Firenze-Prato-Pistoia. Maria Pia Mannini e Marco Ciatti hanno illustrato i progetti per la riapertura del Museo Civico di Prato (un’intera sala sarà dedicata al Bernardo Daddi con le storie della Cintola e l’intero piano terra racconterà la storia della città dalle origini al Novecento). Elena Testaferra, direttrice del Civico di Pistoia, ha spiegato l’unico museo su due sedi: Palazzo Comunale e Palazzo Fabroni.
Fonte: Asca









