Georges Seurat, Paul Signac e i neoimpressionisti

- di Redazione  -

18 dicembre 2008

La mostra “Georges Seurat, Paul Signac e i neoimpressionisti”, a Palazzo Reale, Milano, fino al 25 gennaio 2009, s’incentra sulle figure dei due pittori neoimpressionistii, presentando una scelta di loro straordinari dipinti provenienti dai più importanti musei del mondo (tra cui il Musée d’Orsay di Parigi, il Metropolitan e il Guggenheim Museum di New York) ed è pensata per far scoprire al pubblico le due personalità artistiche nel rispettivo ruolo e nel fondamentale contributo che diedero alla nascita e allo sviluppo del neoimpressionismo, diffusosi rapidamente soprattutto in Francia ed in Belgio.
Con l’audioguida, realizzata da Antenna Audio, il visitatore può scoprire tutti i dettagli della tecnica pittorica dei neoimpressionisti, può conoscere in maniera approfondita le personalità di Seurat e Signac, e di numerosi altri neoimpressionisti in mostra. Marina Ferretti Bocquillon, la curatrice della mostra, presente per tutto il percorso audio, rivela aspetti sconosciuti sullo stile e sugli artisti. A proposito della nascita del neoimpressionismo afferma: “I neoimpressionisti volevano, appoggiandosi all’impressionismo, inventare una pittura che fosse dedicata al mondo moderno, ma anche conferire una ‘struttura’ meno effimera, più fissa ai loro quadri.”

 

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In questo dipinto possiamo osservare alcune delle principali innovazioni pittoriche di Georges Seurat. Mentre la formazione dell’artista era tradizionale, basata sui principi accademici, la sua tecnica e i suoi soggetti non lo erano affatto. Già la scelta del tema, un sobborgo di Parigi di nome Courbevoie, dimostra che l’artista preferiva dipingere quello che vedeva intorno a sé. Nella composizione geometrica, Seurat inizia a dividere i colori in modo sistematico.
È solo l’inizio della sua ricerca.

 

Georges Seurat: La Senna a Courbevoie, 1885
olio su tela, 81,4×65,2 cm
Collezione privata

 

 

 

La Senna a Courbevoie

 

 

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A differenza di Georges Seurat, Paul Signac era un autodidatta. Seurat e Signac si incontrarono nel 1884. Condividendo l’interesse per le teorie del colore e l’obiettivo di dipingere soggetti moderni con uno stile rigoroso e innovativo, iniziarono a collaborare per dare forma ai principi del neoimpressionismo e strinsero una forte amicizia.
Quando Signac dipinse questo dipinto, Seurat era morto da quasi 15 anni e Signac aveva portato il neoimpressionismo verso una nuova direzione con colori più vivi, la composizione più animata. Scoprite di più sul significato dell’arcobaleno in questo dipinto e sulla scelta di Signac di dipingere Venezia, ascoltando il commento.

Paul Signac: L’Arcolbaleno, Venezia, 1905
olio su tela, 73,7×92,3 cm
Collezione privata
Arc en ciel. Venise

 
Il podcast mensile
Emory Michael C. Carlos Museum
Le collezioni Emory si sono sviluppate a partire dalla fine del Ottocento con la fondazione di un museo situato sul campus universitario di Oxford in Georgia, diventato presto il museo più importante del Sud-Est statiunitense. Spaziando dall’arte antica egiziana, americana, africana a quella asiatica, le collezioni arrichiscono in primo luogo la ricerca scientifica universitaria.

La serie di Podcast, prodotta da Antenna Audio, presenta ogni volta un’opera della collezione. Ne discutono due esperti di differenti discipline che spiegano il loro punto di vista, rivelando così delle prospettive nuove e insolte sull’opera in questione.

Podcast

a cura di Antenna Audio

 

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