scarica PDF Stampa l’articolo Segnala l’articolo

Conservazione dei Beni culturali: in Emilia Romagna al via al progetto per lo sviluppo delle scienze sperimentali

- di Redazione  -

4 dicembre 2008

Soprintendenza per i Beni Archeologici della Regione Emilia Romagna e Università degli studi di Modena e Reggio Emilia stringono una convenzione per lo sviluppo delle scienze sperimentali nella conoscenza storica e nella conservazione dei Beni Culturali. La presentazione della collaborazione avviata sarà oggi giovedì 4 dicembre 2008 a Modena nell’ambito di una giornata di studi dedicata a “Scienza per l’Archeologia a Modena e in Emilia Romagna” che vedrà presente anche il Soprintendente ai Beni Archeologici dell’Emilia Romagna dott. Luigi Malnati. L’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia, dove dal 2005 è stato istituito un qualificato Centro di Ricerca Applicata ai Beni Culturali – CUBE, è stata scelta come partner della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Regione Emilia Romagna per lo sviluppo di studi sui materiali e approfondimenti in materia di conoscenza e conservazione dei beni culturali, in particolare relativamente al contributo delle scienze sperimentali alla loro conoscenza storica ed alla loro conservazione.

Le caratteristiche e le finalità della convenzione che affiancherà il lavoro delle due importanti istituzioni saranno illustrate giovedì 4 dicembre 2008 alle ore 10.30 a Modena presso la Sala dell’Oratorio del Palazzo dei Musei (viale Vittorio Veneto 5) dallo stesso Soprintendente ai Beni Archeologici della Regione Emilia Romagna dott. Luigi Malnati.

La Soprintendenza, infatti, ha manifestato interesse a sviluppare forme di collaborazione con i Dipartimenti di Scienze della Terra, Chimica, Biologia Animale e il Museo di Paleobiologia e dell’Orto botanico dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia in vari settori quali: indagini chimico-fisiche e minero-petrografiche di manufatti archeologici quali ceramiche, vetri, metalli, di materiali lapidei, malte, pigmenti; indagini di carattere geologico, sedimentologico e geomorfologico; indagini su reperti archeobotanici; indagini su reperti archeozoologici; attività di scavo archeologico e di valorizzazione di beni archeologici. Tale convenzione nasce dalla fondamentale esigenza di attivare una politica sistematica di collaborazione tra il mondo accademico e le istituzioni pubbliche, in quanto strumento di diffusione, valorizzazione e verifica dei risultati della ricerca scientifica.

Fonte: www.italianinnovation.it

 

Tags: ,

Lascia un Commento

I campi con * sono obbligatori. Il tuo indirizzo email non sarà reso pubblico!

In alternativa puoi commentare utilizzando il tuo profilo facebook cliccando sul relativo bottone

Connect with Facebook