Scoprire l’arte di Vincent van Gogh

- di Redazione  -

6 novembre 2008

La mostra “Van Gogh: Dipinti e Disegni: Capolavori dal Kröller-Müller Museum”, che è visitabile fino all’8 febbraio 2009 presso il Museo di Santa Giulia di Brescia, offre una prospettiva meno conosciuta e più intima dell’arte di Vincent van Gogh, uno degli artisti più amati al mondo oggi. Nell’arco di un intenso decennio, tra il 1880 e il 1890, l’artista imparò a dipingere e a disegnare da autodidatta e sviluppò uno stile inconfondibile. È proprio attraverso il disegno che van Gogh inizia ad essere artista e a costruire il suo mondo. Nell’audioguida, Marco Goldin, il curatore della mostra, vi rivela questo e molti altri aspetti costitutivi per l’arte di van Gogh, intervenendo durante tutto il percorso audio. È presente anche Liz Kreijn, resoponsabile delle Collezioni del Museo Kröller-Müller di Otterlo, che ospita una delle più vaste collezioni al mondo di opere di Van Gogh e che ha concesso in prestito le opere esposte nella mostra.
Oltre a questo percorso è disponibile un audiotour per bambini. Con l’audioguida, i giovani visitatori della mostra possono mettersi all’avventuriosa ricerca che Theo van Gogh intraprende per trovare suo fratello Vincent, seguendolo attraverso tutti i vari luoghi della sua vita e delle sue opere. Ma Vincent è sempre un passo avanti.

angolo-di-giardino_van-goghPercorso Adulti:
Vincent van Gogh, Angolo di giardino, giugno 1881
matita, pastello nero, penna e inchiostro, marrone e grigio acquerellati, acquerello opaco su carta vergata, mm 445 x 567
Kröller-Müller Museum, Otterlo

Percorso adulti

Questo angolo di Giardino appartiene probabilmente alla casa dei genitori di Van Gogh. L’artista eseguì l’opera nell’aprile 1881 quando tornò a casa e si fermò per sei mesi. Scoprite con questo commento le orgini di Vincent Van Gogh, i rapporti con la sua famiglia: ascolterete le parole dell’artista stesso che diresse al suo fratello Vincent a proposito dei suoi sviluppi nell’arte di disegnare.
Inoltre Liz Kreijn, responsabile delle Collezioni del Museo Kröller-Müller, vi rivela perché Helene Kröller-Müller rimase affascinata da questo disegno.
“L’angolo di un giardino, dove una pergola di legno ombreggia un tavolo, una panca e una sedia. È probabilmente il giardino dei genitori di Van Gogh. Suo padre era un ministro della Chiesta Riformata olandese e la famiglia viveva a  Etten, nella regione olandese del Brabant. Nell’aprile del 1881, Van Gogh tornò a casa, dove si fermò per sei mesi.
Il rapporto tra padre e figlio era teso, ma Vincent si concentrava sui suoi disegni, rivolgendo la sua attenzione alla gente del posto e all’ambiente. In questo lavoro, vediamo come stesse prendendo confidenza con il disegno. Fu lui stesso a scrivere: “Ho la mano del disegnatore, e sono felice di avere, attaccato al corpo, uno strumento così valido, anche se ancora maldestro”.

Questo disegno era uno dei preferiti di Helene Kröller-Müller. E Liz Kreijn, Responsabile delle Collezioni del Museo Kröller-Müller, ci spiega il perché.
“Helene Kröller-Müller apprezzava questa opera perché la riteneva una scenetta graziosa, e questo lo pensava già prima di quando vide il disegno per la prima volta, prima che entrasse a far parte della sua collezione. In una lettera al suo confidente Sam van Deventer scrisse che quello che le piaceva del disegno più di tutto era la presenza tangibile delle persone, e probabilmente dicendo questo si riferiva al fatto che lei e Sam sedevano spesso insieme su una panchina nel giardino della casa di Helene, che si chiamava ‘Huis ten Vijver’”.
donne-che-raccolgono-patate_van-goghPercorso Bambini:
Vincent van Gogh, Due contadine che raccolgono patate, agosto 1885
olio su tela, cm 31,5 x 42,5
Kröller-Müller Museum, Otterlo

Percorso Bambini

In questo commento per i giovani visitatori della mostra assistiamo ad una tappa alla ricerca di Vincent Van Gogh, intrapresa da suo fratello Theo, che comunica con le “due contadine che raccolgono patate“ di questo bellissimo quadro. Scoprite come Vincent ritraeva dal vero le persone e come sviluppava il suo stile partecipando alla vita quotidiana dei contadini.
Theo: Vincent ha imparato da solo a dipingere, senza andare a lezione  e disegnare soggetti mitologici o storici. Ha sempre ritratto persone vere, come le due contadine che vediamo qui. È un’idea moderna e sono molti i giovani artisti che lo fanno. Altri pensano che sia assurdo, ma è una tendenza che si sta diffondendo.
Donna 1: Abbiamo sempre pensato che seminare e raccogliere patate fosse noioso, ma tuo fratello Vincent invece ne era molto entusiasta. Ci ha detto che noi ci guadagniamo da mangiare onestamente.
Theo: E cos’altro ha detto?
Donna 2: Solo che era molto contento di un dipinto che aveva realizzato di una famiglia locale, seduta a tavola la sera a mangiar patate. Ci ha lavorato molto. Si chiama “I mangiatori di patate”. Secondo lui, è il suo primo capolavoro.
Theo: Pensate che Vincent sia riuscito a riprodurre il movimento di queste due donne alle prese con il loro duro lavoro? Notate come loro scavino in una direzione, mentre il vento, soffiando, sposta i rami dell’albero a sinistra nell’altra direzione. È come se stessero lottando contro la natura.
Donna 1: E a volte ci sembra proprio che sia così.
Theo: Il quadro è bellissimo ma non abbiamo ancora trovato Vincent. Se è sempre più sicuro del suo stile, forse si è diretto verso la capitale artistica dell’Europa. Come tutti i giovani aspiranti artisti. Sì, scommetto che lo troveremo lì.
Donna 2: Ma lì dove?
Theo: A Parigi.

Il podcast mensile
Il podcast di questa edizione è dedicato alla mostra The Smile of Buddha in corso al Bozar, Centre for fine Arts, Bruxelles. Fino al 18 gennaio 2009

1600 Years of Buddhist Art in Korea
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a cura di Antenna Audio

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