Arte tra tradizione e rivoluzione

- di Redazione  -

26 settembre 2008

La mostra ”Italics. Arte italiana tra tradizione e rivoluzione dal 1968 al 2008”, a Palazzo Grassi dal 27 settembre al 22 marzo 2009, è una panoramica sulla creatività di più di 100 artisti con più di 230 opere che vi accompagnerà attraverso l’arte italiana degli ultimi 40 anni. Italics ha l’ambizione di fa conoscere al visitatore l’Italia come un laboratorio di grandi sperimentazioni, e non solo come una culla dell’arte. non avviene in modo cronologico, ma attraverso incontri e dialoghi tra opere diverse perché “l’idea della mostra è quella di far vedere le tensioni, i contrasti ma anche le similitudini fra artisti di generazioni diverse”.
Il viaggio audio dentro la mostra, a cura di Antenna Audio, è accompagnato per tutto il percorso dal curatore della mostra, Franceso Bonami.

Alighiero Boetti

 

 

 

Sul Canal Grande si vede la scultura “Autoritratto” di Alighiero Boetti, uno dei più importanti artisti italiani che hanno lavorato dal 60 fino alla… metà degli anni 90. È una fontana. L’artista si bagna la testa e la testa fuma. Il curatore Francesco Bonami spiega:

“È come se volesse raffredare le idee, le tantissime idee che nella vita ha avuto” .
L’opera è più di una constatazione sulla creatività artistica, è anche una riflessione sulla realtà di Boetti. Alighiero Boetti muore per un tumore al cervello nel 1994, l’anno dopo la realizzazione di questo lavoro.
(Alighiero Boetti: Autoritratto/Fontana sul Canal Grande, 1993).
Courtesy Collezione Agata Boetti
Photocredit : SANTI CALECA

 Alighiero Boetti

 

 

 

 

 

 

 

Questo spazio disegnato da Michelangelo Pistoletto, per la mostra Italics, un po’ la conclusione e il simbolo di quello che la mostra ha voluto essere. Una stanza di specchi, con all’interno un cubo, un metro cubo di specchi. Tutto si specchia, lo spettatore, l’opera d’arte, lo spazio scompare. La storia scompare. Come spiega il curatore Francesco Bonami, questo è forse un po’ l’idea della mostra. I punti di vista non sono unici, e nei tantissimi specchi non sappiamo quale sia la realtà e quale il riflesso”.
È solamente attraverso il nostro sguardo, la nostra immaginazione che l’opera si completa. L’attiva partecipazione dello spettatore fa parte della strategia di Michelangelo Pistoletto. Il suo obiettivo è di sciogliere i confini tra arte e vita.
(Michelangelo Pistoletto: The cubic meter of infinity in mirroring cube, 1966-2007).
Courtesy Galleria Continua, Pechino (2008)
Photocredit : SANTI CALECA

Michelangelo Pistoletto

 

 

 

 

 

 

 

Il podcast mensile

Nella sezione SFMOMA Artcast ogni mese il museo presenta una serie di podcast, prodotti in collaborazione con Antenna Audio, per offrire al visitatore audio e video interviste con artisti e curatori.
L’episodio di questo mese vede come protagonista Jeff Kelley, guest curator di  Half Life of a Dream, parlare dell’exhibition che presenta opere di artisti contemporanei che tentano di riconciliare i loro sogni individuali con quello collettivo del comunismo di Mao.

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a cura di Antenna Audio

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