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Venezia, dopo le polemiche conclusi i lavori del ponte di Calatrava

- di Redazione  -

3 settembre 2008

Sono terminati i lavori del quarto ponte sul Canal Grande, che reca la firma dell’architetto spagnolo Santiago Calatrava, e che per anni è stato al centro di polemiche per i costi elevati e i lunghi tempi di realizzazione.
Lo ha annunciato ieri il Comune di Venezia, in una conferenza stampa a Ca’ Farsetti con il progettista del ponte Calatrava e il sindaco di Venezia, Massimo Cacciari.

“Abbiamo l’orgoglio di essere riusciti laddove in passato si sono arenate opere di straordinari architetti: Le Corbusier, Frank Lloyd Wright, Louis Kahn. Abbiamo finalmente rotto il tabù”, ha detto l’assessore comunale ai Lavori pubblici di Venezia, Mara Rumiz, secondo una nota. Intorno all’opera, che il sindaco di Venezia Massimo Cacciari ha proposto di chiamare “Ponte della Costituzione“, si sono addensate per lungo tempo polemiche e critiche.
Lo stesso assessore Rumiz ha ricordato come il ponte sia costato molto di più di quanto era stato previsto. L’appalto nel 2002 era stato fissato per poco più di 4 milioni di euro di base (ma si saliva a circa 6,7 mln includendo rilievi, monitoraggi, oneri tecnici) per arrivare oggi a un totale complessivo di 11,3 milioni di euro.
Elevata anche la durata dei lavori, la cui conclusione nel 2002 era stata prevista dopo poco più di un anno.

Tra le particolarità dell’opera di Calatrava vi è la grande diversità di materiali e pezzi assemblati: 156 tasselli in pietra d’Istria sulle basi del ponte, 300 elementi di pedata e pianerottoli in vetro, 90 pannelli dei parapetti in vetro, 420 tonnellate di struttura d’acciaio, fatta di costole anch’esse una diversa dall’altra. Al ponte si aggiungerà un’ovovia, che è in fase di costruzione e sarà installata tra qualche tempo, ha detto il Comune.
“Oltre a rispondere a una funzione di collegamento e di miglioramento della mobilità a Venezia, il ponte – ha detto ancora l’assessore Rumiz – ha uno straordinario valore per la tutela della città”.
“Noi veneziani … abbiamo l’obbligo di consegnare a chi verrà dopo di noi il segno più alto dell’architettura contemporanea”, ha concluso l’assessore.

Fonte: Reuters

 

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