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A Trieste un centro culturale in un ex distributore di benzina

- di Redazione  -

22 agosto 2008

Cosa può nascere dalla concessione in comodato da parte del Comune di Trieste di una ex stazione di benzina? Lo sapremo a partire da fine settembre quando, dopo il restauro architettonico del piccolo edificio in fondo alle Rive di Trieste, reso possibile da un finanziamento della Camera di Commercio di Trieste, si aprirà la nuovissima STAZIONE ROGERS che prende il nome dal famoso architetto italiano Ernesto Nathan Rogers e che sarà certamente il più originale centro di attività e informazioni culturali del Nord Est.
L’edificio che conterrà la nuova struttura culturale triestina è stato progettato agli inizi degli Anni Cinquanta dallo studio milanese BBPR ed è una piccola gemma dell’architettura contemporanea italiana.
Per l’edificio destinato a erogare la benzina ”Aquila” a Trieste E. N. Rogers pensò una forma spaziale inconfondibile: un’onda leggera per la copertura sospesa su pilotis, molto vetro per le tre sale identiche ma slittate di una mezza lunghezza, l’uso dei soli colori “aziendali”. Di questa forte caratterizzazione segnaletica STAZIONE ROGERS farà tesoro e trasformerà il distributore di carburante in un inedito distributore di cultura, preparandosi a celebrare nel 2009 il centenario della nascita dell’architetto.
Quattro manifestazioni, con la collaborazione di Università, istituzioni culturali e privati, impronteranno l’attività del centro per il prossimo autunno/primavera. Ognuna opererà una ibridazione/stratificazione di aree tematiche suggerite da una parte dall’attualità e dall’altra dal ruolo di punto di scambio, turistico e commerciale, cui Stazione Rogers è destinata.
Saranno esposti oggetti, modelli, disegni originali e documenti inediti; su schermi e video saranno presentati programmi di informazione interattiva; incontri periodici di conversazioni informali (del tipo “revue parlée”) saranno rivolti ad un pubblico non specializzato ; visite guidate, coffee-break, assaggi di degustazione saranno programmati a cadenza mensile e accompagnati da esibizioni musicali o letterarie o happening per indicare un rapporto con la contemporaneità profondo ma non stucchevole, come è nella tradizione dell’intellettualità triestina.

Fonte: Triestecontemporanea

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