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A Lamezia Terme un progetto di distretto turistico-culturale per valorizzare l’Istimo

- di Redazione  -

26 maggio 2008

“Si tratta di un progetto di distretto turistico-culturale a cui lavoro da qualche anno, destinato a valorizzare l’istmo più breve d’Italia, formato dai golfi contrapposti di Sant’Eufemia e di Squillace, tra Jonio e Tirreno, distanti appena 38 chilometri, percorribile a piedi come facevano gli antichi, in mezza giornata di cammino e coi mezzi di oggi in meno di mezz’ora”. Così Giovanna De Sensi, assessore comunale ai Beni culturali, descrive il nuovo progetto a cui la Regione ha detto sì, e che sarà  finanziato con i fondi comunitari del Por.
De Sensi: “L’Istmo rappresenta un contesto geografico unitario, con le vallate contigue e opposte dei fiumi Amato e Corace che separano il gruppo montuoso del Reventino e la Sila catanzarese dal gruppo delle Serre e con le loro altre peculiarità  ambientali. Per l’adesione pronta e convinta con cui il presidente della Regione Agazio Loiero ha accolto il progetto ‘Area dell’Istmo‘ che ho avuto modo di sottoporgli ed illustrargli, desidero esprimergli apprezzamento e gratitudine, anche a nome del sindaco Gianni Speranza e dell’amministrazione tutta”. Secondo l’assessore «il territorio dell’Istmo è omogeneo soprattutto dal punto di vista storico-culturale. Sono tanti e distribuiti nel corso dei millenni i punti di forza della storia comune: molto prima dell’arrivo dei Greci i due golfi segnavano il confine della prima e più antica “Italia”, quella degli Enotri e del re Italo primo legislatore, più antico del mitico legislatore greco Minosse di Creta. Su di essi Crotone andò ad impiantare le sue colonie di Scillezio sullo Ionio e di Terina sul Tirreno, centri di diffusione di una cultura greca».
La professoressa prosegue: “Da un capo all’altro dell’Istmo si afferma prima il controllo dei Bruzi e poi quello dei Romani. Ai resti di tarda età  romana a Stalettì, cioè il Vivarium fondato dal senatore Flavio Magno Aurelio Cassiodoro, corrisponde sul Tirreno il porto di San Senatore, collocato nella cartografia storica alla foce del Bagni. Fondazioni bizantine coeve sono Nicastro e Catanzaro, e gemelli erano i monasteri bizantini posti a guardia delle due estremità  dell’Istmo, quello di Sant’Eufemia nella piana lametina e quello di Santa Maria della Roccella nel territorio di Borgia”.
Per De Sensi “centrale è il ruolo di Lamezia in questo programma, non solo perché rappresenta geograficamente e sul piano della logistica la porta d’ingresso nella regione e nell’area specifica, ma anche perché nel suo territorio ed in quelli limitrofi si addensano le più significative emergenze archeologiche ed architettoniche del versante tirrenico che possono costituire, al pari del Parco archeologico di Scolacium sullo Ionio, elementi di grande attrattività  culturale”.

Fonte. Gazzettadelsud.it

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