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25/09/2007

La pubblicità che restaura

foro italico

Sempre più frequentemente le sponsorizzazioni pubblicitarie sono espedienti per ottenere finanziamenti, anche per il restauro di beni culturali. Lo stesso Ministero ne ha approvato la formula di finanziamento. La formula è sempre la stessa: società riunite in consorzio che affiggono grandi manifesti pubblicitari a copertura delle opere in restauro, che nelle zone turistiche riescono ad ottenere ingenti ritorni economici.
La società Agat – Associazione Grandi Affissioni Temporanee- , per esempio, riunisce una decina di concessionarie pubblicitarie della capitale e in dieci anni di attività ha affisso grandi manifesti pubblicitari che ormai fanno parte del paesaggio romano. Solo a Piazza di Spagna sono una quindicina i palazzi recuperati. In tutta Roma ormai gli interventi sono circa 200. In questo modo le affissioni temporanee di grandi dimensioni conciliano l’aspetto imprenditoriale dell’attività pubblicitaria con l’interesse della collettività a preservare e migliorare il patrimonio artistico, monumentale e urbano.
Un espediente di successo se non subentrano problemi di natura burocratica come nel caso del consorzio A.R.T.E. (Architettura Restauri Tecnica Eventi), nato appositamente in occasione della partecipazione alla gara d’appalto indetta dal CONI per la ricerca di soggetti sponsorizzatori dei lavori di restauro del Foro Italico. Il consorzio è costituito da cinque società , ciascuna specializzata in uno specifico settore e con alle spalle una storia di interventi ed opere realizzate con la massima professionalità e competenza.
Aggiudicatosi la gara, il consorzio ha intrapreso i lavori di restauro circa 13 mesi fa. Il progetto prevedeva, a costo zero, il restauro dell’obelisco, della fontana a sfera, delle pavimentazioni a mosaico, dei monoliti del viale dell’Impero. Le aziende del consorzio hanno garantito di coprire le spese proprio con la raccolta pubblicitaria degli spazi con i quali sarebbero stai rivestiti i ponteggi.
Il problema si è presentato quando l’Ufficio Affissioni e Pubblicità del comune di Roma ha respinto la proposta di creare un carrello pubblicitario che si sarebbe mosso di pari passo ai lavori della pavimentazione. L’unica autorizzazione è stata concessa per soli tre mesi alle affissioni sull’obelisco. Venendo a mancare le autorizzazioni, sono scivolate via anche le uniche forme di finanziamento previste. La nuova proposta avanzata dal consorzio è stata: pubblicità solo sull’obelisco, ma per 28 mesi. Il Comune ha risposto con un lasciapassare per 24 mesi, tenendo conto anche delle interruzioni dei lavori a causa dello svolgimento delle partite allo stadio Olimpico.
Il risultato è che l’unico restauro possibile sarà effettuato sull’obelisco, che sarà impacchettato altri 2 anni, a cui si aggiungono i 13 mesi trascorsi invano.
Al danno – per oltre un anno l’importante bene culturale rappresentato dal monolite è stato sottratto alla vista dei cittadini e alla fruizione pubblica, il tutto in assenza assoluta di qualsivoglia lavoro ”“ si è aggiunta la beffa.

Riferimenti:
Renata Mabelli, Foro Italico, obelisco pericolante due anni “ostaggio” della pubblicità , La Repubblica, 20 settembre 2007
Articolo di Gianluca Bardelli su Italia Sera

Redazione


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