Ostia applica la tecnologia RFId alla gestione del patrimonio archeologico
- di Redazione -
6 luglio 2007
La Soprintendenza per i beni archeologici di Ostia, insieme con l’Istituto Centrale per il Catalogo e la documentazione, ha realizzato il sistema RILEVArcheo che, attraverso la tecnologia RFId consente di gestire l’archiviazione dei reperti archeologici, limitando gli errori e la dispersione di risorse economiche. La catalogazione e la gestione del patrimonio archeologico è un tema molto complesso, in ragione degli spazi limitati per la conservazione, soprattutto se parliamo del sito di Ostia Antica. La lunga stagione di scavi ha restituito, nell’arco di circa un secolo e mezzo, decine di migliaia di oggetti per i quali si è posto il problema dell’immagazzinamento.
L’archiviazione manuale di quest’enorme patrimonio ha condotto ad una imprecisa e spesso ridondante attività di schedatura dei beni che negli anni ha determinato un disallineamento dei dati relativi alla consistenza del patrimonio con la situazione reale. Per questo motivo la Soprintendenza dei beni archeologici di Ostia e l’Istituto centrale per il catalogo e la documentazione hanno messo a punto nel 2004 un sistema unitario di immissione dati, chiamato AIDA, realizzato con tecnologie open source, web based in ambiente Linux.
Ad AIDA è stato poi recentemente affiancato il programma di gestione di magazzino RILEVArcheo, che utilizza la stessa tecnologia. I due programmi interagiscono per creare due tipi di banche dati: una di inventario e catalogo e l’altra di gestione dei depositi.
Fonte: Forumpa.it













