Giro di vite per i reati contro il patrimonio culturale

- di Redazione  -

Gli ultimi episodi contro la fontana della Barcaccia hanno ricordato all’attenzione pubblica il problema della protezione dei beni culturali dai gesti di chi non ha a cuore il Patrimonio Culturale. E il Governo corre ai ripari…

29 maggio 2007

 

In Consiglio dei Ministri è stato infatti presentato uno schema di disegno di legge contenente una delega al Governo per la riforma delle sanzioni penali per i reati contro il patrimonio culturale e il paesaggio. Si interverrà anche sulle sanzioni previste dal Codice dei beni culturali e del paesaggio, al fine di rafforzare la tutela del patrimonio contro gli interventi di danneggiamento.
Oggi la tutela risulta ampiamente insufficiente, anche a causa della limitatezza dei poteri investigativi concessi e delle basse pene previste, sia detentive che pecuniarie. La disciplina attuale della prescrizione e l’assenza della previsione di fattispecie di reato permanente per alcuni danni (come l’esportazione illecita e la ricettazione) completano il già difficile quadro.
Ecco alcune delle novità proposte.
Il reato di danneggiamento sarà considerato più grave quando avrà come oggetto un bene culturale: la sanzione massima sarà di quattro anni di reclusione, più una multa fino a 50.000 euro. Potrà essere punita anche la semplice negligenza. Il furto di un’opera d’arte sarà anch’esso punito più duramente del semplice furto, con detenzione da 3 a sei anni e 30.000 euro (invece degli attuali 500) di pena pecuniaria. Il furto di oggetti artistici sarà , cioè, a parità di valore, considerato più grave.
La ricerca archeologica abusiva sarà punita più duramente se verranno impiegati strumenti di rilevazione, come metal detector; verrà inoltre punito il riciclaggio di denaro legato all’acquisto di opere d’arte (pratica oggi frequente). Per quanto riguarda il paesaggio, saranno previste pene più aspre per i danneggiamenti; speciali aggravanti riguarderanno poi i reati in siti di interesse culturale, paesaggistico o archeologico.
Verrà , infine, prevista l’interdizione dalle professioni per chi abbia commesso reati contro il paesaggio.
C’è solo da augurarsi che queste proposte non rimangano sulla carta.

Riferimenti:
www.avvisatore.it
www.governo.it

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