Inaugurata la sede provvisoria del museo d’arte contemporanea di Sarajevo
- di Redazione -
2 maggio 2007
Un Museo d’arte contemporanea a Sarajevo, la città martire dei Balcani, distrutta dalla guerra ma anche simbolo della volontà di ricostruzione e della convivenza pacifica di etnie diverse. Il progetto del Museo porta la firma di Renzo Piano.
In attesa della costruzione della struttura firmata dal grande architetto, per la quale è stato già localizzato il terreno, la sede temporanea, presso il centro di Skenderija a Sarajevo, è stata inaugurata durante una cerimonia carica di significato alla quale hanno partecipato l’assessore Massimo Toschi per la Regione Toscana, il viceministro Patrizia Sentinelli per il Governo, l’assessore Luana Zanella del Comune di Venezia, le autorità bosniache, il presidente della Fondazione Ars Aevi, il direttore del centro Skenderija e rappresentanti dell’Unesco.
"Si tratta di una tappa importante – ha sottolineato l’assessore alla cooperazione internazionale Massimo Toschi – non solo perché la collezione di opere d’arte, di cui il museo già dispone, sarà visibile in spazi ampi e luminosi, su una estensione di 1500 metri quadri, ma per il valore di questa iniziativa. L’idea della creazione di un Centro interculturale e Museo d’arte contemporanea mondiale a Sarajevo nacque infatti grazie ad un gruppo di intellettuali bosniaci, proprio durante il primo assedio di Sarajevo".
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